> > "Senza cibo né acqua", Procura indaga per tortura su membri Flotilla

"Senza cibo né acqua", Procura indaga per tortura su membri Flotilla

Milano, 15 apr. (askanews) – “Privazione di sonno, cibo e acqua, percosse”. Sono alcuni degli abusi denunciati dagli attivisti di Global Sumud Flotilla che hanno portato la Procura di Roma ad aprire una indagine contro ignoti, anche per il reato di tortura, in seguito alla denuncia del gruppo di avvocati che segue i volontari e ne ha raccolto le testimonianze, raccontate ad askanews da una legale del team, Francesca Cancellaro.”Sono stati vittime in prima persona di gravi minacce, di violenze fisiche e psicologiche, di tecniche di vera e propria privazione del sonno, di sottoposizione a temperature prima molto calde poi molto rigide, privazione del cibo, la privazione dell’acqua – racconta Cancellaro – vi sono state anche percosse e comportamenti violenti agiti nei loro confronti, ci sono stati dei trattamenti sicuramente lesivi della dignità, in particolare anche delle donne che erano presenti tra gli equipaggi”.La Global Sumud Flotilla ha coinvolto nel settembre 2025 centinaia di persone che sono salpate da diversi porti europei, Italia compresa, verso Gaza per portare cibo e aiuti.

Durante la navigazione le imbarcazioni hanno subito attacchi con droni e alcune alla fine sono state sequestrate dalle autorità israeliane che hanno fermato gli equipaggi. Ora l’indagine per tortura, con rogatoria alle autorità israeliane.”Noi siamo del tutto soddisfatti dal fatto che ci sia stato questo passaggio perché testimonia che la prospettazione era fondata, che c’è un’esigenza di investigare, c’è un’esigenza di arrivare ad un accertamento ed è stata riconosciuta dalla Procura”, spiega Cancellaro e aggiunge che è “fondamentale anche porre il tema delle responsabilità per ciò che è accaduto e che sta tuttora accadendo.

Tutti i nostri assistiti così come noi siamo altamente consapevoli che il trattamento ricevuto dagli equipaggi della Flotilla è solo minimamente indicativo delle atroci sofferenze e degli abusi che soffrono ogni giorno i detenuti palestinesi che sono ristretti in condizioni di privazione e libertà nelle carcere israeliane e sottoposte all’autorità israeliana”.La notizia arriva proprio a pochi giorni dalla partenza di una nuova missione della Flotilla, prevista per il 23 aprile dal porto di Siracusa.