Il governo ha approvato un decreto legge che introduce misure incisive per contrastare le manifestazioni violente e rafforzare il controllo del territorio. Al centro del provvedimento c’è l’istituzione di una nuova fattispecie penale, modifiche alle regole per i minorenni coinvolti in disordini e strumenti operativi per le forze di polizia, compreso l’invio di un contingente militare a Milano.
Il pacchetto normativo è articolato in otto articoli che interessano il diritto penale, le misure preventive e le responsabilità dei familiari; le novità hanno ricadute immediate sulle modalità di intervento in piazza e sulle tutele degli operatori della sicurezza.
Introduzione del reato di «violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche»
La norma definisce come penalmente rilevante chi, durante una protesta, impugna bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo in pericolo l’incolumità altrui.
Per questi comportamenti è prevista una pena detentiva che va da due a cinque anni e una multa fino a 20.000 euro. La sanzione viene inasprita se l’azione è commessa a volto coperto o provoca danni ad infrastrutture o servizi di pubblica utilità.
Elemento chiave della disposizione è la previsione di una pena superiore per chi organizza o promuove, anche tramite strumenti informatici o telematici, la formazione di gruppi finalizzati a manifestazioni violente: in questi casi la reclusione può oscillare tra i quattro e i dodici anni.
La norma tiene conto del ruolo dei canali digitali nella mobilitazione e nel coordinamento di piazze conflittuali.
Aggravanti e strumenti digitali
La norma introduce un’attenzione specifica agli aspetti organizzativi: la promozione e il coordinamento online sono equiparati a condotte idonee a integrare il nuovo reato, con aggravanti quando l’azione è collettiva o coordinata dal punto di vista logistico e comunicativo.
Minori, fermo preventivo e imputabilità
Tra le modifiche più discusse figura l’estensione del fermo preventivo ai luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. Questa estensione si applica anche ai minori, ma soltanto a coloro che abbiano compiuto 16 anni. Parallelamente è stata prevista l’estensione dell’istituto dell’arresto in flagranza differita che consente di procedere successivamente sulla base di elementi probatori raccolti, come riprese video o fotogrammi.
Altro nodo sensibile riguarda l’imputabilità dei minori: confluita da un precedente disegno di legge, la nuova regola introduce la presunzione di capacità di intendere e di volere per i giovani che abbiano superato i 14 anni rendendoli immediatamente imputabili senza necessità di accertamenti preliminari sulla capacità di intendere al momento del fatto.
Responsabilità dei genitori e divieti del questore
Per responsabilizzare le famiglie, il decreto prevede sanzioni amministrative per i genitori: multe da 500 a 1.000 euro raddoppiabili in caso di reiterazione, se i figli minorenni partecipano a violenze durante manifestazioni anche se non imputabili penalmente. Inoltre, il questore potrà disporre il divieto di radunarsi per minorenni quando cinque o più persone tengono comportamenti intimidatori in luogo pubblico o aperto al pubblico; il divieto può essere circoscritto anche a fasce orarie o rivolto a soggetti con precedenti comportamenti lesivi negli ultimi cinque anni.
Misure operative: organico giudiziario e dispiegamento militare a Milano
Per far fronte a possibili ondate di arresti in flagranza, il decreto autorizza l’adeguamento dell’organico dei magistrati incaricati della convalida, con l’obiettivo di rispettare i termini di legge nelle procedure di convalida. Sul piano operativo è prevista la possibilità di procedere a un arresto facoltativo in flagranza differita per ipotesi di danneggiamento e l’introduzione di un’aggravante per il danneggiamento commesso da gruppi organizzati in occasione di manifestazioni.
Infine, l’articolo 8 autorizza l’invio di 500 militari a Milano fino al 31 dicembre con una dotazione finanziaria stimata in 4,7 milioni di euro. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che il contingente sarà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per concorrere ai servizi di controllo del territorio e che nei prossimi incontri istituzionali verrà definito un piano operativo che potrebbe attribuire al personale funzioni con maggiore dinamicità rispetto all’impiego tradizionale.
Il decreto rappresenta un pacchetto organico che combina norme penali, strumenti di prevenzione e misure operative. Le ricadute pratiche saranno oggetto di confronto istituzionale e giudiziario, dato il peso delle novità introdotte sul piano delle libertà civili e della gestione dell’ordine pubblico.
