Von der Leyen e social media: l’Unione Europea accelera sulla tutela dei minori online, puntando a nuove regole per limitare i rischi legati all’uso delle piattaforme digitali da parte dei più giovani. La proposta mira a introdurre un’età minima di accesso e strumenti di controllo più efficaci, rafforzando il ruolo dei genitori nella gestione della presenza dei figli sul web.
La strategia Ue per una maggiore tutela dei minori sui social media
La Commissione Europea si prepara a intervenire sull’accesso dei minori ai social media con nuove regole che puntano a rafforzare la loro sicurezza nell’ambiente digitale. Presentando le conclusioni del panel di esperti sulla tutela dei minori online, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ribadito che la protezione dei bambini deve prevalere rispetto agli interessi delle piattaforme digitali.
“Noi in Europa crediamo che siano i genitori a crescere i nostri figli, non algoritmi predatori“, ha dichiarato, sottolineando inoltre che “i social media non sono un giocattolo“. Secondo la presidente, la responsabilità di decidere quando consegnare il primo smartphone ai figli resta ai genitori, ma a livello europeo esiste già un consenso sulla necessità di introdurre un’età minima per l’iscrizione ai social network.
Von der Leyen ha evidenziato come il vero nodo non sia la possibilità per i ragazzi di utilizzare le piattaforme, bensì il momento in cui queste ultime possono entrare nella loro vita. “La questione non è se i bambini possano accedere ai social media, ma se e quando i social media possano accedere ai nostri figli“, ha affermato, chiedendo l’introduzione di restrizioni legate all’età e sostenendo che l’attuale situazione non sia più sostenibile. A suo avviso, lasciare ai grandi operatori digitali un accesso pressoché illimitato ai minori aumenta il rischio di dipendenza, problemi psicologici ed esposizione a contenuti inappropriati.
La presidente ha inoltre ricordato che il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme un preciso dovere di tutela verso gli utenti, soprattutto quelli più vulnerabili, richiamando anche le iniziative avviate dalla Commissione nei confronti di TikTok e Meta nell’ottica della “sicurezza fin dalla progettazione“. Tra le misure previste figura anche una nuova applicazione europea per la verifica dell’età, progettata per essere semplice da utilizzare, rispettosa della privacy e open source, così da offrire alle famiglie un maggiore controllo sull’accesso dei figli ai servizi digitali.
Social media e minori, Von der Leyen annuncia la stretta Ue: verso un’età minima per l’accesso
L’obiettivo della Commissione è definire un quadro normativo che stabilisca un’età minima per l’utilizzo dei social media, introducendo un sistema di accesso progressivo in base alle diverse fasce d’età e al livello di sicurezza garantito dalle piattaforme. Von der Leyen ha paragonato questa misura alle norme già esistenti per la guida o il consumo di alcolici, osservando che “Non diamo ai bambini le chiavi dell’auto prima della patente e non consentiamo loro di acquistare alcolici prima dell’età legale. Allo stesso modo dobbiamo stabilire l’età alla quale i minori possono accedere legalmente ai social media“. La presidente ha inoltre evidenziato che un cambiamento di questo tipo richiederà tempo, così come è stato necessario un lungo percorso culturale per rendere obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza.
Nel corso della conferenza stampa a Bruxelles, insieme ai copresidenti del gruppo di esperti Maria Melchior e Jörg Fegert, è stato annunciato che la Commissione presenterà una proposta legislativa dopo l’estate. Tra le indicazioni emerse figura anche l’ipotesi che non vi sia alcuna esposizione agli schermi prima dei tre anni di età, mentre successivamente l’utilizzo dovrebbe avvenire esclusivamente sotto la supervisione di genitori o insegnanti. Gli esperti suggeriscono poi un accesso sempre più autonomo a partire dai 13 anni, subordinato però alle garanzie che le piattaforme saranno in grado di fornire in materia di tutela dei minori. Von der Leyen ha definito questa impostazione «un approccio molto convincente», confermando l’intenzione dell’esecutivo europeo di trasformare le raccomandazioni del gruppo di lavoro in una proposta normativa destinata a ridefinire le regole di accesso dei giovani ai social media.
