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Missili iraniani nello Stretto di Hormuz: colpite due petroliere, un morto

Missili iraniani nello Stretto di Hormuz: colpite due petroliere, un morto

Nuova escalation nello Stretto di Hormuz: Trump annuncia raid contro l'Iran, mentre Teheran rivendica attacchi a obiettivi Usa.

L’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran si intensifica con nuovi attacchi militari, minacce reciproche e un crescente coinvolgimento dei Paesi del Golfo. Dalle dichiarazioni di Donald Trump alle operazioni nello Stretto di Hormuz e in Bahrein, la crisi assume una dimensione sempre più ampia, alimentando timori per la sicurezza regionale e per la stabilità delle principali rotte energetiche mondiali.

Escalation militare tra Stati Uniti e Iran: nuove minacce e attacchi nel Golfo

La crisi tra Stati Uniti e Iran registra una nuova e pericolosa escalation. Nel corso di un intervento al Congresso americano, il presidente Donald Trump ha annunciato la ripresa delle operazioni militari contro Teheran, dichiarando che l’offensiva sarà rapida e mirata.

Il capo della Casa Bianca ha affermato che gli Stati Uniti intendono colpire “tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz“, anticipando inoltre possibili attacchi contro “l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain“. Pur mantenendo una linea di forte pressione, Trump ha ribadito che un’intesa diplomatica resta possibile, sostenendo che “Teheran non avrà l’arma nucleare“.

Nel motivare la nuova offensiva, il presidente americano ha accusato l’Iran di aver violato gli impegni presi. In un’intervista al conduttore Hugh Hewitt ha spiegato che l’accordo raggiunto nelle settimane precedenti era stato concepito come un banco di prova, aggiungendo che “quando si ha a che fare con dei farabutti, gli accordi non significano molto” e concludendo che “non hanno superato la prova“.

Trump ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a garantire la sicurezza dei propri alleati nella regione, ma ha precisato di aspettarsi un contributo economico dai Paesi del Golfo: “Voglio essere rimborsato perché stiamo proteggendo una parte molto ricca del mondo“, affermando che Washington “sarà rimborsata per la protezione che forniamo“. Parallelamente, il presidente ha ventilato l’ipotesi di introdurre tariffe sulle merci in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una posizione che contrasta con quanto sostenuto in passato dal vicepresidente JD Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio, secondo i quali nessun Paese dovrebbe imporre pedaggi lungo questa strategica rotta marittima.

Stretto di Hormuz sotto attacco: missili iraniani contro due petroliere, un morto

Sul piano operativo, il conflitto si è rapidamente esteso a diversi Paesi del Golfo. La Guardia rivoluzionaria iraniana ha rivendicato una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni contro obiettivi militari statunitensi in Bahrein. Secondo Teheran, sono stati colpiti depositi logistici di armi, un centro per le comunicazioni satellitari e gli alloggi del personale americano. In un successivo comunicato, le autorità iraniane hanno sostenuto di aver preso di mira anche la Quinta Flotta della Marina statunitense, danneggiando un deposito di carburante, un radar Patriot, sistemi di controllo aereo e il sistema di difesa C-Ram, oltre ad aver “completamente distrutto” il centro di controllo delle imbarcazioni autonome. Nelle stesse ore, il Comando delle Forze armate giordane ha reso noto di aver intercettato e abbattuto quattro missili iraniani entrati nello spazio aereo del Paese nelle prime ore del mattino, precisando che l’operazione non ha provocato né vittime né danni materiali.

L’intensificarsi delle ostilità è stato accompagnato da un massiccio dispiegamento di mezzi militari statunitensi. Secondo quanto riportato dalla CNN, almeno dodici velivoli americani sono stati individuati in volo tra il Golfo Persico, il Golfo di Oman, le coste degli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita dopo l’annuncio del Centcom di una nuova fase di attacchi contro l’Iran. Tra questi figuravano nove aerocisterne KC-135R, due KC-46A, un velivolo radar E-3B Sentry, capace di monitorare un’area di circa 120.000 miglia quadrate e seguire simultaneamente fino a 600 bersagli, oltre a un P-8 Poseidon impiegato per missioni di sorveglianza.

La tensione ha coinvolto direttamente anche la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha denunciato che due petroliere nazionali, la Mombasa e la Al Bahiyah, sono state colpite da missili da crociera iraniani mentre attraversavano la rotta meridionale dello stretto, nelle acque territoriali dell’Oman. L’attacco ha provocato incendi a bordo di entrambe le navi, successivamente domati, causando danni significativi. Il bilancio è di un membro dell’equipaggio indiano ucciso e altri otto feriti, quattro dei quali in gravi condizioni; tra i feriti figurano sei cittadini indiani e due ucraini.

Abu Dhabi ha definito l’episodio “una grave e chiara violazione del diritto internazionale” e ha annunciato di “riservarsi pienamente il diritto di rispondere a questa escalation“, ribadendo l’intenzione di adottare tutte le misure necessarie per tutelare il proprio territorio, i cittadini e la sicurezza della regione.

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