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Trump nel mirino dell’Iran, il monito del presidente Usa: "Ho lasciato istruzioni"

Trump nel mirino dell’Iran, il monito del presidente Usa: "Ho lasciato istruzioni"

Donald Trump mantiene alta la pressione sull’Iran, mentre alleati e mediatori lavorano per evitare un’escalation regionale.

La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a crescere tra minacce militari, tentativi di dialogo e il rischio di un nuovo conflitto regionale. Le dichiarazioni di Donald Trump, le possibili mosse di Israele e gli sforzi diplomatici dei Paesi del Golfo delineano uno scenario ancora instabile, in cui resta aperta la possibilità di un’escalation.

Il ruolo di Israele e gli sforzi internazionali per evitare una nuova escalation tra Usa e Iran

La possibilità di un coinvolgimento diretto di Israele nelle operazioni contro l’Iran rimane uno degli elementi più delicati della crisi. Secondo l’emittente pubblica israeliana Kan, il governo di Tel Aviv sarebbe pronto a partecipare a eventuali nuovi attacchi insieme agli Stati Uniti, ma attenderebbe l’autorizzazione di Trump.

Tuttavia, fonti citate dalla Cnn hanno spiegato che l’amministrazione americana, almeno per il momento, non sarebbe favorevole all’ingresso di Israele nei combattimenti. Washington teme infatti che un intervento israeliano possa ampliare il conflitto e rendere più difficile il controllo della situazione. Una fonte ha riferito che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu “vorrebbe veramente partecipare ai raid Usa”, ma che gli Stati Uniti “al momento non vogliono che Israele sia coinvolta”.

Trump, secondo le stesse ricostruzioni, non sarebbe intenzionato a tornare a una guerra su larga scala contro Teheran e potrebbe valutare soltanto misure più limitate, come il ripristino del blocco navale ai porti iraniani.

Anche dall’Iran arrivano segnali di forte opposizione e minacce di ritorsione. Mohammad Bagher Zolghadr, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che qualsiasi attacco contro le infrastrutture di Teheran provocherebbe una risposta immediata, sostenendo che Israele non sarebbe al riparo dalle conseguenze. “Qualsiasi attacco alle infrastrutture sarà contrastato e il regime sionista criminale responsabile di queste atrocità non sarà al sicuro dalla risposta dei nostri combattenti”, ha affermato in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato.

Parallelamente, alcuni Paesi del Golfo stanno cercando di favorire una riduzione delle tensioni e impedire il ritorno a un conflitto aperto. Secondo il New York Times, il Qatar avrebbe avviato contatti sia con Washington sia con Teheran per promuovere una fase di distensione. Resta però incerto se questi tentativi di mediazione riusciranno a fermare lo scontro tra Stati Uniti e Iran o se la crisi continuerà a evolversi verso una nuova escalation militare.

Trump, il preoccupante annuncio: “Ho lasciato istruzioni, cosa succede se l’Iran mi uccide”

Il confronto tra Stati Uniti e Iran resta al centro della crisi internazionale, con Donald Trump che ha dichiarato di aver predisposto indicazioni precise nel caso in cui Teheran riuscisse a realizzare un progetto per eliminarlo. In un’intervista al New York Post, il presidente americano ha affermato di aver lasciato disposizioni secondo cui, qualora dovesse accadere qualcosa, sarebbe necessaria una risposta militare estremamente dura: “bisognerebbe bombardarli con una potenza mai vista”. Trump ha inoltre ribadito che l’Iran lo considera da anni un obiettivo prioritario, spiegando: “Sono il numero uno” nella lista delle persone da eliminare, aggiungendo però che Israele non avrebbe trovato nuove prove concrete riguardo a un piano specifico contro di lui.

Nel frattempo, sul fronte diplomatico, sembrano aprirsi possibilità per un nuovo tentativo di dialogo tra Washington e Teheran. Secondo quanto riferito da Axios, citando una fonte informata, un nuovo incontro tra rappresentanti iraniani e statunitensi potrebbe svolgersi già la prossima settimana, probabilmente a Ginevra. Lo stesso Trump ha dichiarato attraverso il suo social Truth che l’Iran avrebbe chiesto di continuare i negoziati: “ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”. Le sue parole evidenziano una linea ancora rigida da parte americana, nonostante i tentativi di riaprire un canale diplomatico.

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