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Guerra Iran, la nuova mossa di Donald Trump: "Stiamo prendendo il controllo dello Stretto di Hormuz"

Guerra Iran, la nuova mossa di Donald Trump: "Stiamo prendendo il controllo dello Stretto di Hormuz"

La strategia di Trump su Hormuz apre un nuovo fronte con l’Iran, mentre il rischio di crisi minaccia gli equilibri del mercato petrolifero mondiale.

Lo Stretto di Hormuz torna al centro delle tensioni internazionali dopo le nuove dichiarazioni di Donald Trump, che propone un ruolo diretto degli Stati Uniti nella gestione della strategica rotta energetica e chiede un contributo economico ai Paesi interessati alla sua sicurezza. La guerra con l’Iran riapre così il dibattito sul controllo di uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio mondiale di petrolio e gas.

Le conseguenze strategiche ed economiche della crisi nello Stretto di Hormuz

L’ipotesi di imporre un pagamento ai Paesi che beneficiano della sicurezza dello Stretto non rappresenta una novità assoluta per Trump. Già il 20 giugno il presidente aveva avanzato l’idea di introdurre eventuali tariffe o pedaggi come forma di rimborso per il ruolo svolto dagli Stati Uniti nella protezione della rotta marittima, definendosi il possibile “angelo custode” delle nazioni dell’area mediorientale.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di trasformare la presenza militare americana in un servizio finanziato dagli Stati interessati alla continuità dei traffici energetici.

Nel frattempo, lo scontro tra Stati Uniti e Iran ha avuto ripercussioni concrete sulla navigazione. Nel fine settimana le due parti hanno effettuato attacchi con missili e droni: Teheran ha sostenuto di aver colpito strutture militari statunitensi presenti in diversi Paesi del Golfo, mentre Washington ha dichiarato di aver colpito sistemi radar, difese costiere e mezzi navali iraniani.

Le autorità iraniane hanno avvertito che il traffico commerciale potrà tornare alla normalità solo dopo la conclusione delle operazioni militari americane nello Stretto.

La rilevanza internazionale di Hormuz deriva dal suo ruolo centrale nel trasporto energetico mondiale: nel tratto più stretto, largo soltanto poche decine di chilometri, transita circa un quinto del petrolio commercializzato a livello globale. Le difficoltà nella navigazione hanno già provocato effetti sui mercati, con un aumento delle preoccupazioni legate alla disponibilità di energia e alla possibile crescita dei prezzi. In una sola giornata, il numero delle navi che hanno attraversato lo Stretto è sceso a sei, il livello più basso registrato nelle ultime cinque settimane. Secondo il broker navale Gibson, un’interruzione prolungata avrebbe conseguenze particolarmente pesanti perché le riserve mondiali risultano inferiori rispetto ai mesi precedenti: un blocco duraturo potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta e alimentare nuovi rincari energetici.

Guerra Iran, il duro avvertimento di Trump: “Stiamo prendendo il controllo dello Stretto di Hormuz”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di affidare a Washington la gestione dello Stretto di Hormuz, una delle vie marittime più strategiche per il commercio globale di petrolio e gas. Secondo il leader statunitense, gli altri Paesi dovrebbero contribuire economicamente alla sicurezza garantita dagli Stati Uniti lungo questa rotta fondamentale. Durante un’intervista telefonica rilasciata lunedì 13 luglio al programma televisivo “Fox & Friends”, Trump ha dichiarato: “Probabilmente lo gestiremo noi. Diventeremo i guardiani dello Stretto, forse potremmo definirci i suoi angeli custodi. E dovremo essere rimborsati”. Il presidente ha poi aggiunto: “Lo proteggeremo e ci faremo pagare … non ci si può aspettare che lo facciamo gratuitamente”.

In un secondo momento, nella giornata di oggi 13 luglio, Donald Trump ha confermato attraverso un messaggio pubblicato su Truth il ripristino del blocco navale nei confronti dell’Iran nello Stretto di Hormuz, precisando tuttavia che il passaggio marittimo «rimane e resterà aperto». Il provvedimento, ha spiegato il presidente statunitense, sarà applicato esclusivamente alle navi iraniane e a quelle dei loro clienti, impedendo loro l’ingresso o l’uscita dallo Stretto. Secondo il presidente statunitense, lo Stretto di Hormuz continuerà a essere accessibile a tutti gli altri Paesi in modo libero ed equo, «con o senza l’Iran». Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti assumeranno da ora il ruolo di «guardiani dello Stretto di Hormuz» e che, in virtù di questo incarico e per ragioni di equità, riceveranno un rimborso del 20% sul valore di ogni carico trasportato attraverso lo Stretto. La somma, ha spiegato Trump, servirebbe a coprire i costi necessari per garantire la sicurezza di quella che ha definito una delle aree più instabili al mondo. Il presidente ha infine precisato che il processo organizzativo e la definizione del dispositivo operativo inizieranno immediatamente.

La proposta arriva in una fase di forte tensione tra Washington e Teheran, con nuove accuse reciproche e un aumento delle operazioni militari nella regione. L’Iran aveva comunicato la sospensione dei transiti dopo aver accusato una nave di aver seguito un percorso non autorizzato, mentre gli Stati Uniti sostengono che il passaggio resti operativo e che le proprie forze siano presenti per difendere la libertà di navigazione. Trump ha inoltre accusato il governo iraniano di aver compromesso un’intesa temporanea raggiunta nelle settimane precedenti, pensata per favorire la riapertura dello Stretto e una sospensione delle ostilità durante i negoziati. “Avevamo un accordo, era praticamente concluso, poi lo hanno violato. Adesso li colpiremo molto duramente”, ha affermato.

 

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