“Non credo sia importante cosa è successo a me per aver parlato di Gaza, ma sapere che, mentre parliamo, migliaia di persone, a cessate il fuoco in corso, continuino a essere uccise. I bambini vengono ancora colpiti alla testa dai cecchini, vengono sepolti vivi, lasciati morire di fame e non possiamo permettere che tutto questo diventi normalità.
Questo è uno dei motivi per cui è importante farsi arrestare”. Così Susan Sarandon – in occasione della presentazione di ‘The Accompanist’ ad Alice nella Città, kermesse autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma – interviene sulla guerra in corso a Gaza, a poche settimane dall’arresto lampo a New York durante una protesta organizzata in concomitanza con l’intervento del premier israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
(di Lucrezia Leombruni)
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