La Squadra Mobile e il Nucleo per la tutela del patrimonio culturale hanno recuperato un furgone collegato al furto delle opere di Antonello da Messina avvenuto al Museo regionale interdisciplinare di Messina; due tavole del Polittico sono state trovate abbandonate in viale Annunziata e riportate al Museo. Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2026.
La scoperta del veicolo e il rinvenimento delle tavole hanno dato una svolta alle indagini, che ora cercano di ricostruire il percorso di fuga e l’eventuale coinvolgimento di altri complici. La vicenda ha richiamato attenzione nazionale sul valore artistico delle opere e sulle procedure di sicurezza del Museo.
Perché il ritrovamento è rilevante per il patrimonio
Le opere rubate includevano una Madonna e un Ecce Homo acquistate dalla Regione Siciliana nel 2003; si tratta di tavole di Antonello da Messina tra le poche rimaste nella città. Il valore storico e artistico di questi pezzi è ritenuto inestimabile e le tavole sono estremamente fragili, fattore che complica sia il trasporto sia una eventuale vendita clandestina.
Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha commentato l’accaduto definendolo “colpo senza senso”. La sua osservazione è stata richiamata nelle fasi iniziali delle indagini per sottolineare la difficoltà di smobilizzare opere uniche sul mercato nero e per evidenziare l’improbabilità di un lucro immediato per i malviventi.
Ricostruzione della dinamica del furto e attività investigative
Secondo gli investigatori, l’azione è durata pochi minuti: due persone con il volto coperto da caschi integrali sarebbero entrate nelle sale del Museo alle 20.47, avrebbero sfondato una teca blindata e avrebbero asportato il Polittico, portando via una tavoletta bifronte. Le telecamere interne hanno ripreso solo due persone, ma non si esclude la presenza di complici all’esterno.
Il furgone è stato rinvenuto in una zona periferica di Messina priva di telecamere di sorveglianza. Gli investigatori ipotizzano che i ladri abbiano abbandonato il mezzo per salire su un altro veicolo non ancora identificato, rendendo il tracciamento del percorso di fuga più complesso. Alcuni passanti hanno trovato due delle tavole per strada, probabilmente cadute durante la fuga, e una testimone ha chiamato il 112 dopo averle riconosciute su un muretto di viale Annunziata.
Reazioni istituzionali e misure sul personale del Museo
Il presidente della Regione Siciliana ha espresso sorpresa per il fatto che il sistema di allarme del Museo non fosse collegato direttamente alle forze di polizia, giudicando la scelta “grave e incomprensibile”. I quattro custodi presenti al momento dell’irruzione sono stati messi in ferie d’ufficio in attesa degli accertamenti.
La direttrice del Museo, Marisa Mercurio, ha predisposto una relazione interna che potrà portare a provvedimenti disciplinari. Intanto sono in corso rilievi tecnici e l’analisi dei filmati delle telecamere per ricostruire ogni fase dell’evento e verificare eventuali responsabilità operative.
La Squadra Mobile e il Nucleo continuano le ricerche per identificare il secondo veicolo e per collegare elementi materiali e testimonianze; le operazioni rimangono in corso mentre il Museo ha riaperto parzialmente al pubblico con alcune sale simbolicamente coperte da drappi neri.
