Un incendio di notevoli dimensioni sta imperversando sul terminal di esportazione di carburante situato a Rostov-on-Don, nella zona di Zheleznodorozhny. Le fiamme, avvistate per la prima volta nella notte di sabato, continuano a divampare al terzo giorno, avvolgendo in denso fumo gran parte del complesso industriale. Diversi canali di monitoraggio indipendente hanno diffuso video che mostrano torri di fuoco alte quanto un edificio di quattro piani e una colonna di fumo che si perde all’orizzonte.
Incendio al terminal di Rostov-on-Don: i fatti confermati
Secondo le informazioni rese note da fonti locali, il sito è di proprietà della raffineria di Novoshakhtinsk e possiede una capacità di stoccaggio di 60.000 metri cubi capace di movimentare annualmente 3,5 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Il monitoraggio satellitare di NASA’s FIRMS ha registrato un picco termico proprio sopra l’area, confermando il fuoco.
Il canale di sorveglianza Supernova ha indicato che su dodici serbatoi, sette sarebbero stati completamente consumati dal rogo, mentre altri due mostrano segni di danni termici.
Danni ai serbatoi e riserve di carburante
I video diffusi da Astra e Exilenova+ ritraggono serbatoi neri di fuliggine accanto a quelli ancora avvolti dalle fiamme. Le immagini rivelano che la maggior parte dei serbatoi colpiti appartiene alla sezione destinata al carico su navi e chiatte fluviali rendendo problematica la continuazione delle esportazioni.
Le autorità locali, incluse le comunicazioni del canale Telegram Rostov Glavny non hanno ancora confermato l’estinzione dell’incendio al mezzogiorno di lunedì.
Reazione delle autorità e impatto sul traffico
Il governatore della regione di Rostov, Yury Slyusar ha dichiarato che la difesa aerea ha abbattuto più di cento droni nelle ore notturne, provocando diversi incendi sparsi sul territorio. Ha inoltre riferito di sei persone ferite, senza però menzionare il terminal. Parallelamente, la rete ferroviaria ha subito danni: un ponte di sollevamento sulla linea che collega Rostov-on-Don a Bataysk è stato colpito, causando lunghi ritardi a decine di treni, secondo le informazioni di Ferrovie russe.
Colpi alle infrastrutture marittime e alle imbarcazioni
Nel porto di Azov, situato a breve distanza dal terminal, sono stati danneggiati due veicoli marittimi, come riferito dalle dichiarazioni del governatore. L’interruzione delle operazioni di carico su navi sta avendo ripercussioni immediati sul mercato dell’energia, poiché il terminal è noto per fornire carburante anche alle forze armate russe.
Contesto geopolitico: attacco con droni e tensioni
L’evento si colloca nell’ambito di una più ampia campagna di attacchi con droni provenienti dall’Ucraina, mirati a strutture strategiche nell’area meridionale della Russia. Sebbene nessuna autorità ucraina abbia rivendicato pubblicamente la responsabilità, il profilo dell’attacco – colpisce un nodo logistico chiave per l’esportazione di carburante – suggerisce una volontà di colpire le capacità di rifornimento militare. Il prolungato incendio evidenzia le difficoltà di contenere un fuoco su un impianto così vasto, dove la presenza di numerosi serbatoi rende ogni intervento di spegnimento estremamente complesso.
