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Tir in protesta in Calabria: 800 camionisti bloccano le vie fino al 20

Tir in protesta in Calabria: 800 camionisti bloccano le vie fino al 20

I tir calabresi fermano le principali arterie per protestare contro il rincaro del gasolio, mentre la Regione mette a disposizione 15 milioni di euro.

Dal 15 al 20 ottobre la Fedralog Calabria ha lanciato una mobilitazione senza precedenti: circa 800 autotrasportatori hanno posizionato i propri tir lungo i tratti più importanti della rete viaria regionale. L’obiettivo dichiarato è quello di far sentire il peso del cari carburante sulle imprese di trasporto, lesse da un incremento dei prezzi del gasolio che, a loro dire, è triplicato negli ultimi mesi.

La protesta è stata organizzata in forma di presidi controllati dalle forze dell’ordine, evitando blocchi totali ma riducendo la carreggiata, con conseguenti ritardi per automobilisti e camionisti.

Blocco dei tir: date, motivi e organizzatori

Il blocco dei tir è previsto fino a martedì 20 ottobre, con la ferma che parte dalla mezzanotte del 15 ottobre.

Gli organizzatori hanno sottolineato che le spese di carburante, assicurazione, manutenzione e personale sono cresciute in maniera insostenibile, mettendo a rischio la continuità economica di numerose piccole e medie imprese di logistica. Tra i portavoce spicca il presidente di Fedralog, Matteo Talarico che ha ribadito la necessità di un intervento tempestivo da parte dello Stato e delle istituzioni regionali.

Presidi strategici nella regione

Vengono allestiti 22 presidi distribuiti su tutto il territorio calabrese. I punti più sensibili includono l’aeroporto di Lamezia Terme il porto di Gioia Tauro la rotatoria dello Scalo di San Marco Argentano e la zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Sull’attuale A2, gli sbocchi di PizzoSant’Onofrio e Falerna sono anch’essi sotto presidio. Nel Cosentino, la Statale 18 vede due presidi principali: vicino a Santa Maria del Cedro e a Paola con ulteriori controlli a Tortora e Guardia Piemontese. La presenza dei camion è costante ma coordinata, con aperture temporanee per consentire il transito di veicoli privati.

Contesto agro-alimentare e carenza di rifornimenti

La protesta dei tir si sovrappone a quella già in corso da più di due settimane degli agricoltori, i quali hanno occupato le strade, gli svincoli autostradali e i principali snodi della viabilità regionale. I trattori hanno già bloccato la zona di CastrovillariSpezzano Albanese e San Marco Argentano causando tensioni nell’approvvigionamento di prodotti agricoli. A complicare la situazione, il blocco della raffineria Eni di Taranto a causa delle proteste dei lavoratori dell’ex Ilva, ha interrotto le consegne di autobotte verso la Calabria, portando molte stazioni di servizio, in particolare quelle della rete Eni, a rimanere sprovviste di carburante.

Intervento da 15 milioni di euro della Giunta

La Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Occhiuto e degli assessori Gianluca GalloGiovanni Calabrese e Marcello Minenna ha approvato un provvedimento straordinario da 15 milioni di euro. Di questi, 5 milioni sono destinati alle imprese agricole, mentre 10 milioni sono riservati alle aziende di trasporto merci su strada. I fondi verranno erogati in base ai costi effettivamente sostenuti per l’acquisto di carburante, previa documentazione. L’iniziativa intende mitigare l’impatto economico della protesta, ma resta incerto se sarà sufficiente a placare le richieste dei manifestanti.

Reazioni e prospettive

Le forze dell’ordine hanno predisposto una presenza capillare, specialmente negli svincoli autostradali come quello di Falerna dove gli autotrasportatori sono arrivati già dalla sera del 15 ottobre. Nel frattempo, Unatras ha sollevato un appello al Governo nazionale, chiedendo un incontro urgente per evitare una “paralisi totale” del settore su scala nazionale. Gli stessi autotrasportatori, supportati dal movimento Territorio e Agricoltura hanno lanciato un appello sui social con slogan quali “Agricoltori, trasportatori e cittadini uniti per un segnale forte all’Italia intera”. Il bilancio finale della mobilitazione dipenderà dalla capacità della Regione di attuare rapidamente gli aiuti e dalle eventuali negoziazioni tra le parti coinvolte.

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