Il 30° anniversario di Confimprese Italia è stato celebrato a Fiuggi, in una cornice che ha riunito imprenditori, rappresentanti istituzionali e cittadini. Tra i protagonisti dell’evento, l’assessora regionale alle Pari opportunità, alle politiche giovanili e alla famiglia, Simona Renata Baldassarre ha tenuto un intervento ricco di spunti e proposte concrete. Il suo discorso ha rimarcato l’importanza di mettere le persone al centro dell’attività economica, riprendendo le parole di Papa Giovanni Paolo II secondo cui le aziende sono società di persone più che semplici entità di capitale.
L’assessora ha evidenziato che, per far crescere l’economia, è imprescindibile sostenere le famiglie, la natalità e l’integrazione dei più giovani.
Una nuova legge regionale per famiglie e natalità
Durante l’intervento, Baldassarre ha annunciato che la giunta della Regione Lazio ha appena approvato la proposta di legge regionale in materia di famiglia, natalità e crescita demografica, che ora sarà sottoposta al voto del Consiglio regionale.
Si tratta della prima iniziativa del genere dal 2001, data in cui l’ultimo testo legislativo sulla famiglia era stato discusso. La proposta prevede una serie di incentivi: sostegno economico alle giovani coppie, agevolazioni per le donne in condizioni di maternità fragile, la creazione di un tavolo permanente per il monitoraggio delle politiche familiari e l’introduzione della “Carta Famiglia del Lazio”.
“Le famiglie non sono un costo, ma sono sempre un investimento” ha ribadito Baldassarre, sottolineando che il sostegno alle famiglie equivale a stimolare la natalità e a favorire la crescita di una nuova generazione di lavoratori.
Obiettivi concreti della proposta
Tra le misure più rilevanti, la legge intende incoraggiare i giovani a diventare genitori prima dei trent’anni, facilitare la nascita di un secondo o terzo figlio e garantire percorsi di accompagnamento per le famiglie con più di un figlio. Il quadro normativo mira a contrastare il calo demografico che affligge la regione, offrendo strumenti pratici per rendere più sostenibile il periodo di crescita familiare. Inoltre, viene proposto un fondo per le famiglie in difficoltà economica, destinato a coprire spese legate a cure mediche, asili nido e attività extrascolastiche.
Il tetto del 30 % di alunni stranieri: un’opportunità di integrazione
Un altro punto focale del discorso di Baldassarre è stato il sostegno al provvedimento del Ministero dell’Istruzione guidato dal ministro Giuseppe Valditara che introduce un limite massimo del 30 % di alunni stranieri nelle classi. L’assessora ha precisato che “mettere un tetto non vuol dire non integrare, anzi vuol dire favorire l’integrazione dei bambini che non conoscono bene l’italiano”. La misura, destinata a prevenire la formazione di classi “ghetto”, dovrebbe consentire un ambiente di apprendimento più equilibrato, dove gli alunni con lingua madre diversa possano essere accompagnati da insegnanti specializzati e da percorsi di italiano per tutti.
Reazioni e prospettive
Baldassarre ha criticato le polemiche provenienti dalla sinistra, definendole un fraintendimento degli obiettivi pedagogici. Secondo l’assessora, il limite del 30 % non è una barriera, ma un strumento di inclusione capace di migliorare il rapporto tra studenti di diversa provenienza e favorire la coesione sociale. Ha inoltre sottolineato l’importanza di accompagnare la misura con investimenti in personale docente e risorse didattiche, affinché le scuole possano garantire un apprendimento di qualità a tutti gli alunni, indipendentemente dalla loro origine.
Il discorso di Simona Baldassarre ha quindi intrecciato due fili conduttori: da un lato il supporto alle famiglie come pilastro per la crescita demografica e, dall’altro, la necessità di una politica educativa inclusiva che favorisca l’integrazione e il successo scolastico di tutti gli studenti. Entrambe le proposte sono state accolte con interesse dagli imprenditori presenti, i quali hanno riconosciuto che un tessuto sociale più solido e una forza lavoro meglio formata costituiscono le basi per un futuro economico più resiliente.
