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Trump e la stampa: il possibile spostamento dalla Casa Bianca

Trump e la stampa: il possibile spostamento dalla Casa Bianca

Trump accenna a spostare la stampa fuori dalla Casa Bianca e a riattivare la piscina sotterranea del 1933.

Il presidente Donald Trump ha lanciato, tramite un post su Truth Social, l’idea di trasferire i membri del corpo stampa della Casa Bianca in una sede meno “fastidiosa”. L’annuncio arriva in un momento di tensione già alta fra il capo dello Stato e i giornalisti che lo seguono quotidianamente. Trump ha definito come “Fake News” le notizie che lo vedevano intenzionato a eliminare la storica James S.

Brady Press Briefing Room in favore di una piscina costruita sotto il West Wing nel 1933.

Il presidente ha scritto: “I NEVER even thought to do such a stupid thing!” per poi aggiungere che potrebbe comunque spostare i giornalisti in un luogo più adatto. La proposta è stata discussa con l’ex portavoce Karoline Leavitt, che ha concluso il suo mandato il 27 agosto.

Secondo quanto riferito, Trump è “flirting” con il progetto, ma non ha ancora preso una decisione definitiva.

Il progetto di trasformare la sala stampa in una piscina storica

Nel 1933, durante la presidenza di Franklin D. Roosevelt, fu costruita una piscina sotterranea nel West Wing, pensata per alleviare i dolori della polio che affliggevano il presidente.

Negli anni ’70, Richard Nixon fece erigere sopra la vasca un pavimento che divenne la sale di briefing per la stampa, nascondendo così la struttura acquatica. Oggi, secondo le dichiarazioni di Trump, la riapertura di questa piscina rappresenterebbe un ritorno al passato e una possibilità di sfruttare lo spazio in modo diverso.

Dettagli tecnici e logistica del recupero

Il recupero della piscina richiederebbe un intervento strutturale significativo: rimuovere il pavimento della sala briefing, verificare l’integrità delle murature del 1933 e installare impianti di filtrazione moderni. Leavitt ha ammesso in un’intervista a HBO che Trump potrebbe voler “ripristinarla al suo antico splendore”, ma non ha confermato se il progetto si tradurrà in un vero e proprio utilizzo pubblico o resterà un gesto simbolico.

Tensioni con la stampa e le recenti sanzioni

Il rapporto tra Trump e i media è già da tempo caratterizzato da scontri verbali e provvedimenti restrittivi. Il mese scorso il presidente ha bandito le testate CNN, MS NOW e POLITICO dal campus della Casa Bianca, una decisione che l’ha esposto a critiche per violazione del Primo Emendamento. Un giudice federale ha dichiarato la misura probabilmente incostituzionale, costringendo l’amministrazione a ripristinare l’accesso dei giornalisti.

Durante un evento nell’Oval Office, Trump ha rivolto un attacco diretto al corrispondente di The Independent, Andrew Feinberg, chiedendogli: “What’s wrong with you? Are you a sick person? I actually think there’s something wrong with you”. Il presunto scherno è stato amplificato sui canali social della Casa Bianca, sottolineando il clima di ostilità che pervade le relazioni con la stampa.

Se il presidente dovesse procedere con la ristrutturazione della sala stampa, questo rappresenterebbe l’ultimo di una serie di modifiche controverse apportate dalla sua amministrazione: la demolizione dell’East Wing per creare una nuova ballroom, l’installazione di pavimentazioni in cemento nel Rose Garden e la costruzione di un eliporto sul South Lawn. Tali interventi hanno suscitato dibattiti sul rispetto delle tradizioni architettoniche e sul valore simbolico dei luoghi istituzionali.

Al momento, la Casa Bianca non ha risposto alle richieste di commento da parte di Al Jazeera. La questione rimane aperta, con la stampa che osserva attentamente ogni mossa del presidente, pronta a reagire a qualsiasi cambiamento che possa influire sulla libertà di informazione e sulla trasparenza delle istituzioni.

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