Venezia, 3 feb. (Adnkronos) – "Essere guariti dal cancro dovrebbe significare non solo la fine di una malattia, ma l'inizio di una nuova vita. Secondo l’Associazione italiana di oncologia medica, in Italia, su 3,6 milioni di persone con una diagnosi di tumore, circa un milione può considerarsi, di fatto, guarita. Fino a qualche tempo fa, tuttavia, la 'guarigione', in oncologia, era un concetto astratto, aleatorio che nessuno aveva mai perimetrato con assoluta certezza.
E i sopravvissuti alle neoplasie, invece di vedersi restituiti a una quotidianità piena, gratificante e dignitosa, sembravano condannati a rimanere etichettati dalla loro malattia, seppur pregressa". Lo ha affermato il ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, intervenendo a Venezia al convegno 'Oltre l'oblio oncologico. Conseguenze neurologiche e cognitive della malattia e della terapia".
"La tutela dei diritti del malato -ha proseguito l'esponente del Governo- non è solo un atto di legge ma una condizione innegoziabile di civiltà per una Nazione. Nel patto sociale per il progresso individuale e collettivo che sta alla base di una democrazia matura e avanzata non poteva non esserci spazio per l’affermazione del diritto all’oblio oncologico. L’impegno dello Stato a creare cioè tutte le condizioni affinché coloro che hanno affrontato il cancro possano dirsi ufficialmente 'guariti' e riprendere la loro esistenza senza essere vincolati dal passato, senza umilianti limitazioni, senza disparità di trattamento, senza ingiuste etichette. Questo diritto è ora finalmente riconosciuto, grazie alla normativa che il Parlamento ha approvato a dicembre scorso e che da presidente del Senato nella scorsa legislatura ho convintamente sostenuto fin dall’inizio del suo iter legislativo".
"La legge sull’oblio oncologico -ha concluso Casellati- rappresenta una pietra miliare per la tutela della dignità e delle libertà fondamentali delle persone che hanno sconfitto il cancro. Questa non è solo una legge per preservare i diritti costituzionali di coloro che hanno affrontato e superato la battaglia contro il cancro. Questa non è solo una legge che darà più forza a chi ha sconfitto la malattia nel proprio corpo ma non riesce ancora a lasciarsi alle spalle quell’esperienza. È un monumento alla giustizia e all’umanità, è l’affermazione della vita che trionfa sulla malattia".