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Rapina in gioielleria, due rapinatori uccisi: attesa la sentenza della Cassazione su Mario Roggero

Rapina in gioielleria, due rapinatori uccisi: attesa la sentenza della Cassazione su Mario Roggero

Attesa per la sentenza su Mario Roggero: la vicenda del gioielliere supera le aule giudiziarie e alimenta il dibattito sulla legittima difesa.

È attesa per oggi la decisione della Corte di Cassazione sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina nel 2021. La sentenza rappresenta l’ultimo capitolo di una vicenda giudiziaria che ha riaperto il dibattito sulla legittima difesa e sui confini tra tutela personale e reazione alla minaccia.

Il caso del gioielliere Mario Roggero diventa terreno di scontro politico

Il caso ha superato rapidamente i confini delle aule giudiziarie, diventando un tema di forte confronto politico e sociale. Dopo le condanne di primo e secondo grado, il gioielliere ha ricevuto il sostegno di numerosi esponenti della destra italiana, che hanno espresso vicinanza alla sua posizione e alla sua interpretazione della legittima difesa.

Tra coloro che hanno manifestato solidarietà ci sono il generale Roberto Vannacci, il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani e il leader della Lega Matteo Salvini. Proprio quest’ultimo, alla vigilia della sentenza della Cassazione, ha scritto su X: «Ci sono passato anche io e so bene purtroppo cosa vuole dire aspettare per mesi, per giorni, per ore la sentenza finale dei giudici della Corte di Cassazione che hanno in mano la tua vita e la tua libertà.

Forza Mario!». Un messaggio che ha riacceso il confronto pubblico tra chi considera Roggero un esempio della necessità di tutelare maggiormente chi si difende durante un’aggressione e chi invece ritiene che dichiarazioni di questo tipo possano influenzare il dibattito attorno a un procedimento ancora nelle mani della magistratura.

In passato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva espresso la propria vicinanza al gioielliere, pubblicando il messaggio: «La difesa è sempre legittima». La figura di Roggero è così diventata simbolica per una parte dell’opinione pubblica, tanto da essere definita da alcuni ambienti politici un riferimento nelle battaglie sulla sicurezza e sull’autodifesa.

Lo stesso gioielliere, dopo la condanna in appello, aveva commentato la decisione dichiarando: «È stata legittima difesa, se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato». Roggero aveva inoltre criticato la decisione dei giudici, affermando: «Non hanno avuto coraggio» e sostenendo che «le vere vittime siamo noi». Ora l’attenzione è concentrata sulla Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi sul futuro giudiziario del commerciante e su una vicenda che continua a dividere profondamente l’opinione pubblica.

Uccise due rapinatori dopo l’assalto in gioielleria: attesa oggi la sentenza della Cassazione per Mario Roggero

È prevista per oggi, mercoledì 15 luglio, la pronuncia della Corte di Cassazione sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina avvenuta nell’aprile del 2021. La Suprema Corte dovrà stabilire se confermare o meno la sentenza emessa in secondo grado dalla Corte d’assise d’appello di Torino, che lo scorso dicembre aveva ridotto la pena rispetto al primo giudizio, portandola da 17 anni a 14 anni e 9 mesi di reclusione.

La vicenda giudiziaria nasce dai fatti del 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Roggero utilizzando pistole risultate poi giocattolo. Durante il colpo, i rapinatori avrebbero minacciato e tenuto sotto controllo la moglie e la figlia del titolare presenti nel negozio. Dopo l’attivazione dell’allarme, però, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i malviventi avevano già lasciato l’attività e si stavano allontanando. Roggero li avrebbe inseguiti fino al parcheggio davanti alla gioielleria, dove avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco. Nell’episodio persero la vita Giuseppe Mazzarino, 68 anni, originario di Torino, e Andrea Spinelli, 44 anni, di Bra, mentre il terzo uomo, Alessandro Modica, rimase ferito.

Al centro del processo è sempre rimasta la questione della legittima difesa, sostenuta dalla difesa del gioielliere anche nel ricorso presentato in Cassazione a marzo. Secondo i legali, l’azione di Roggero sarebbe stata una reazione necessaria per proteggere se stesso e la propria famiglia. Una posizione però respinta dai giudici torinesi, secondo i quali «l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa» e il commerciante «non può non essersi reso conto» della situazione nel momento in cui è uscito dal negozio e ha visto i rapinatori allontanarsi rapidamente.

Anche il pubblico ministero Davide Greco, che sostenne l’accusa insieme a Giancarlo Avenati Bassi, avrebbe escluso la possibilità di parlare di difesa legittima, definendo quella reazione «una illegittima vendetta». La decisione della Cassazione rappresenta dunque l’ultimo passaggio giudiziario e potrebbe confermare la condanna oppure aprire nuovi scenari per il commerciante piemontese.

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