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«Non sappiamo nulla del nostro domani. La guerra cancella qualsiasi possibilità di futuro». Le parole sono di Alexandra, referente locale della Fondazione L’Albero della Vita per uno dei progetti in Ucraina e, a consegnarcele, è Isabella Catapano, direttrice generale della Fondazione che, in un’intervista a Notizie.it, illustra le nuove progettualità che stanno partendo in queste settimane, in questi giorni cruciali dal punto di vista diplomatico per l’evolversi del conflitto fra Russia e Ucraina.
Guerra in Ucraina, chi protegge i bambini e le famiglie nelle aree colpite
La Fondazione, infatti, sta intensificando il proprio impegno con interventi mirati, nelle aree più colpite del Paese, al fine di mettere al centro i bambini e le loro famiglie, offrendo protezione, cure mediche e opportunità educative, soprattutto per i piccoli. «Convivere con la guerra è la parte più difficile da accettare per i ragazzi», ci spiega. Il conflitto stravolge ogni forma di normalità e, purtroppo, i bambini e gli adolescenti sono quelli che ne soffrono di più.
Mamma Tatiana – racconta Isabella Catapano – prima che il conflitto scoppiasse, quando capì che la situazione stava per peggiorare, decise di mandare i propri ragazzi, entrambi minorenni, al di fuori del confine polacco, “per salvarli dalle bombe e per scongiurare il rischio, per il figlio maschio, di un arruolamento nell’esercito ucraino”.
Le voci delle mamme sono una costante nel racconto di chi, come operatori e volontari dell’Albero della Vita, sta accanto a chi vive la terribile esperienza della guerra.
Evacuazioni e sicurezza nella regione di Zaporizzja
Nell’ambito della protezione, la Fondazione interviene concretamente organizzando evacuazioni lungo la linea del fronte, garantendo una ricollocazione sicura per oltre migliaia di famiglie. «Tutto questo processo avviene in stretto coordinamento con le autorità regionali», racconta Claudia Cui, coordinatrice del progetto attivo ad oggi nelle uniche 3 province della regione di Zaporizzja in mano ancora agli ucraini.
La situazione lì è molto complicata e, man mano che le condizioni di sicurezza peggiorano, “siamo operativi per garantire a queste persone uno spostamento in luoghi più sicuri”, in centri di accoglienza dove le persone riceveranno assistenza.
Aiuti umanitari e kit invernali
L’Albero della Vita si occupa anche di distribuire un kit per l’inverno (coperte, abbigliamento termico, prodotti per l’igiene personale etc) sia a chi decide di lasciare la propria casa, sia soprattutto a chi decide di restare sulla linea pericolosa del fronte.
AICS, cosa fa, un impegno che va avanti dal 2022
Per consentire le evacuazioni, la sicurezza è all’ordine del giorno. «Quando si organizzano gli spostamenti dobbiamo tenere conto di una serie di informazioni su possibili obiettivi strategici e militari da parte delle truppe russe», afferma Cui.
Il quadro è in continua evoluzione. La situazione era molto diversa nel febbraio 2022, quando scoppiò il conflitto e L’Albero intervenne concretamente con la sua presenza nella regione di Cernihiv, vicino alla frontiera con la Russia. In queste come in altre iniziative progettuali, fin dall’inizio, la Fondazione, grazie anche al sostegno di AICS (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo), ha portato soccorsi, beni essenziali e supporto psicologico, con l’obiettivo di ricostruire fiducia, sicurezza e futuro nelle comunità.