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Ucraina nega la conquista russa di 1.800 km² e 100 insediamenti

Ucraina nega la conquista russa di 1.800 km² e 100 insediamenti

Ucraina respinge le affermazioni di Gerasimov, affermando di aver riconquistato più territorio di quanto la Russia dichiari.

Nel corso dell’ultimo mese, la leadership militare russa ha proclamato di aver aggiunto al proprio controllo oltre 1.800 km² di territorio ucraino e quasi 100 insediamenti. Il capo dello Stato maggiore, Valery Gerasimov, ha riferito al presidente Vladimir Putin di aver conquistato 92 villaggi dal 1° settembre, includendo la cittadina orientale di Dobropillia.

Queste dichiarazioni sono state prontamente respinte dall’Ucraina, che ha definito tali dati una mera “illusione”.

Il portavoce dello Stato maggiore ucraino, Andriy Kovaliov, ha sottolineato che, dal principio dell’autunno, le forze armate di Kiev hanno liberato più superficie rispetto a quella che la Russia afferma di aver guadagnato. Secondo le sue parole, le operazioni attive della Difesa ucraina hanno spostato il fronte a favore dell’Ucraina, indebolendo così la narrazione russa di vittorie di rilievo per il proprio governo e il pubblico interno.

Le dichiarazioni russe sul fronte di Donetsk

Gerasimov ha presentato i risultati come un passo decisivo verso il controllo dell’intera regione di Donetsk, citando la progressiva avanzata verso le città di Sloviansk e Kramatorsk definite dal Cremlio la “cintura fortificata”. La conquista di queste località, secondo la strategia russa, aprirebbe la via per l’assorbimento dell’area industriale più importante dell’Ucraina orientale.

Inoltre, il capo dello Stato maggiore ha asserito che le truppe russe avrebbero già raggiunto le periferie di Kramatorsk e fossero in marcia nei sobborghi di Sloviansk.

Città fortificate: Sloviansk e Kramatorsk

Le due città, situate a pochi chilometri a nord di Dobropillia, rappresentano obiettivi chiave per il proseguimento dell’offensiva russa. Il loro controllo consentirebbe a Mosca di consolidare la linea di difesa lungo il Donets e di avere un vantaggio logistico su tutta la zona. Tuttavia, la realtà sul campo rimane incerta: le forze ucraine hanno già respinto numerosi assalti e mantengono la difesa sulle linee esterne, rendendo le affermazioni di avvicinamento a Kramatorsk poco verificabili.

La risposta ucraina: liberazioni superiori alle perdite russe

Kovaliov ha smentito categoricamente le affermazioni di Gerasimov riguardo la situazione a Dobropillia, ribadendo che la cittadina rimane sotto il pieno controllo ucraino nonostante i continuati attacchi russi. L’Ucraina ha, inoltre, evidenziato le proprie azioni offensive: nei mesi recenti, le forze di Kiev hanno lanciato numerosi attacchi con droni a lunga gittata contro raffinerie russe, navi e infrastrutture commerciali, riducendo la capacità di Russia di sostenere operazioni di grande scala.

Parallelamente, la campagna aerea di entrambi i lati si è intensificata. La Russia ha impiegato centinaia di missili balistici durante l’estate e l’inizio dell’autunno, con l’obiettivo dichiarato di colpire infrastrutture critiche come impianti di riscaldamento e centrali elettriche, mirando a creare problemi per la popolazione civile durante l’inverno. L’Ucraina, pur avendo un arsenale di missili più limitato, ha controbattuto con un gran numero di droni armati, dimostrando una capacità di risposta rapida e mirata.

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