> > Un nuovo Patto Sociale per il settore manifatturiero

Un nuovo Patto Sociale per il settore manifatturiero

Roma, 30 apr. (askanews) – La manifattura italiana è l’ottava al mondo e la seconda in Europa, con il 2,1% del valore aggiunto manifatturiero globale e il 13% di quello europeo, realizzando il 50% della spesa privata in Italia in ricerca e sviluppo, presentando mediamente livelli di produttività superiori rispetto agli altri comparti. La sua diversificazione, ha contribuito alla tenuta anche nei periodi di maggiore turbolenza.

E’ quanto emerge dal Rapporto “L’impatto delle forze trasformative globali sul comparto manifatturiero in Italia e i pilastri di un nuovo patto sociale”, realizzato dal Sindacato UGL in collaborazione con Luiss Business School. Ha parlato così Paolo Capone, Segretario Generale UGL: “I punti del nuovo Patto Sociale sono, intanto, lavorare per un lavoro dignitoso, lavorare per partecipare e quindi dividere gli utili, che in parte devono retribuire il capitale e in parte devono retribuire in maniera accessoria, supplementare il lavoro.

Sono superare le crisi, da quella energetica a quella dell’innovazione. Oggi la digitalizzazione è già passato e l’intelligenza artificiale è il futuro. In quell’ ambito bisogna conoscere come governare queste novità”.La ricerca individua sei limiti capitali, che condizionano la competitività e la crescita del settore. Ciò lo espone a rischi determinati dall’attuale contesto economico ed extraeconomico.

“Intanto abbiamo visto che c’è stato negli anni un abbassamento di quello che poteva essere un potere salariale e quindi la crescita del salario. Sicuramente l’intervento di formazione, di continuità di formazione, di aumento del salario come sta avvenendo in questi anni. E anche il decreto primo maggio, che va nella direzione di aumentare quelle che possono essere le prospettive di questi lavori, saranno un fattore determinante di crescita. Altra attività che abbiamo messo in campo è la grande formazione, che ha dato grande respiro. Ottimo questo rapporto, è un punto di visione che ci farà riflettere su altre attività che possiamo mettere in campo in questi settori” ha dichiarato Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche SocialiUno scenario in cui emerge l’urgenza di un nuovo Patto Sociale, che possa rafforzare la competitività delle imprese attraverso un rapporto più efficace e collaborativo con i lavoratori, a partire dai diversi ambiti in cui i loro interessi si incontrano. “La giornata di oggi, in cui abbiamo discusso il rapporto redatto da Luiss Business School per UGL, è stata davvero molto interessante. Un rapporto ricco di spunti, di approfondimenti e di dati sul settore manifatturiero in Italia, che mette in luce con molta franchezza e onestà intellettuale, sia quelli che sono i punti di forza del nostro sistema, ma anche i punti di debolezza e di vulnerabilità su cui dobbiamo lavorare e su cui, dal mio punto di vista, il fattore competenze rappresenta una chiave strategica” ha sottolineato Paola Nicastro, Presidente e Amministratore Delegato Sviluppo Lavoro Italia Cinque i pilastri su cui costruirlo: politiche integrate per lavoro; impresa e industria; sviluppo continuo delle competenze; innovazione organizzativa orientata a produttività e qualità del lavoro; welfare aziendale mirato ai lavoratori più esposti; modelli retributivi che garantiscano una distribuzione equa dei benefici derivanti dalla crescita della produttività.