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Us intercettano terza petroliera tracciata dal Caribe all’Oceano Indiano

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Le autorità militari statunitensi hanno fermato la petroliera Bertha, l’ultima di una serie di navi fuggite dal Venezuela dopo l’arresto di Nicolás Maduro; il sequestro evidenzia questioni di sanzioni, bandiere false e rotte globali del petrolio venezuelano

Le forze armate degli Stati Uniti hanno condotto l’imbarco di una terza petroliera ritenuta collegata al traffico di petrolio venezuelano, dopo averla tracciata dal Mar dei Caraibi fino all’Oceano Indiano. L’operazione, pubblicata dal Pentagono tramite i post ufficiali di comando, ha coinvolto elicotteri e squadre imbarcate che hanno eseguito una boarding, right-of-visit e maritime interdiction sullo scafo identificato come Bertha.

Questo intervento si colloca in un contesto più ampio: nei mesi precedenti l’amministrazione statunitense aveva imposto una quarantena sulle navi sanzionate e, dopo eventi drammatici legati all’arresto dell’allora presidente venezuelano, numerose petroliere avrebbero abbandonato le acque nazionali per eludere i controlli. Le autorità di monitoraggio marittimo hanno seguito i movimenti di queste navi con immagini satellitari e fotografie in superficie.

La missione contro la Bertha e il suo percorso

Secondo i resoconti militari, la Bertha è stata individuata mentre si spostava lontano dal Caribe e, una volta localizzata nell’Oceano Indiano, è stata fermata. Il video diffuso dal Pentagono mostra manovre sincronizzate di elicotteri e imbarcazioni di interdizione che si avvicinano allo scafo. Le forze hanno motivato l’azione richiamando l’ordine di quarantena su navi considerate in violazione delle sanzioni.

Tracciamento e fuga dalle coste venezuelane

Organizzazioni indipendenti che seguono i transiti navali hanno segnalato che, dopo l’arresto di Nicolás Maduro, almeno sedici petroliere avrebbero lasciato frettolosamente le coste del Venezuela per evitare il rischio di intercettazione. Di quelle iniziali, la Bertha è stata indicata come l’ultima rimasta da inseguire. Il tracciamento ha combinato dati satellitari e rilievi fotografici per documentarne la rotta dal Caribe all’Oceano Indiano.

Carico, bandiera e collegamenti internazionali

I dati raccolti da analisti e registri marittimi indicano che la Bertha trasportava circa 1,9 milioni di barili di una qualità di greggio venezuelano conosciuta come Merey 16. La nave risulta essere stata registrata alle Isole Cook in passato e soggetta a sanzioni statunitensi legate all’Iran; in seguito era stata segnalata con una falsa bandiera di Curacao e gestione amministrativa collegata a società con base in Cina, secondo banche dati pubbliche.

Implicazioni politiche ed economiche

L’azione contro la Bertha non è un episodio isolato ma parte di una strategia più ampia: l’amministrazione statunitense ha manifestato l’intenzione di riprendere il controllo o l’accesso alle risorse petrolifere venezuelane, offrendo al contempo opportunità operative alle grandi compagnie petrolifere statunitensi. In questo quadro si inseriscono dichiarazioni pubbliche del presidente che collegano l’aumento della produzione interna alla politica estera sul Venezuela.

Reazioni e strategie energetiche

La politica di sequestri o di intercettazioni navali è stata accompagnata da mosse diplomatiche e incontri con operatori del settore energetico. Un aspetto rilevante è la tensione tra la volontà di sfruttare giacimenti esteri e le richieste di transizione energetica avanzate da molte nazioni insulari, particolarmente vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici. Le operazioni marittime sollevano inoltre questioni legali sulla giurisdizione, il trattamento dei carichi e gli sbocchi geopolitici delle risorse.

Questioni legali, sanzioni e futuro della flotta ombra

Le autorità statunitensi hanno applicato sanzioni a navi e società sospettate di aggirare i divieti commerciali, spesso attraverso pratiche come il cambio di flag e trasferimenti di carico in mare tra unità diverse. Queste tecniche hanno dato vita a quanto viene definito una flotta ombra che facilita l’immissione di greggio in catene di approvvigionamento internazionali, complicando il monitoraggio e l’applicazione delle sanzioni.

La vicenda della Bertha mette in luce la molteplicità di attori coinvolti: governi, compagnie petrolifere, società di gestione navale e organizzazioni di monitoraggio. Resta aperta la questione della destinazione finale del carico e dell’esito giuridico della nave, che potrà essere definito solo attraverso i procedimenti amministrativi e giudiziari competenti.