Il 23 ottobre, la stampa cubana ha diffuso una dichiarazione ironica che mette in luce il crescente allarme di Cuba verso le attività della CIA. Il viceministro degli Esteri, Carlos Fernández de Cossio, ha usato la piattaforma X per affermare che gli Stati Uniti stanno ricorrendo a campagne di reclutamento pubblico, paragonandole a una vendita di dentifricio, segno di disperazione istituzionale.
Cuba critica lanci di reclutamento della CIA da parte degli USA
Nel messaggio, Fernández de Cossio ha sostenuto che la necessità di pubblicizzare le offerte della CIA traduce un chiaro segno di misera capacità operativa dell’agenzia americana. L’espressione “vendere le proprie offerte come un tubetto di dentifricio” vuole dipingere una scena di necessità estrema, suggerendo che Washington è pronto a qualsiasi mezzo per attrarre collaboratori.
Dietro la battuta, però, si cela una critica politica più profonda: la pressione diplomatica e le sanzioni economiche imposte da Washington su Cuba sembrano aver spinto l’isola a rispondere con un linguaggio più acceso.
Incursione dei 10 esuli cubani dalle Florida Keys: dettagli e conseguenze
Parallelamente al tono sarcastico rivolto agli USA, Cuba ha pubblicato i risultati di un’inchiesta su una violenta incursione avvenuta il 25 febbraio.
Dieci esuli cubani, armati e organizzati, sono partiti dalle Florida Keys con l’obiettivo di infiltrarsi sull’isola. L’attacco è stato equipaggiato con circa 13.000 munizioni, undici fucili, quindici pistole, bombe molotov, una radio VHF e dispositivi di comunicazione satellitare Starlink. La squadra è stata intercettata in mare, scatenando uno scontro a fuoco che ha provocato la morte di cinque dei partecipanti e il ferimento di altri.
Equipaggiamento e motivazioni dei coinvolti
Le autorità cubane hanno dichiarato che i sopravvissuti, una volta catturati, hanno confessato l’intento di conquistare postazioni militari e distribuire armi alla popolazione locale, con lo scopo di scatenare una sommossa e favorire un intervento militare americano. Alcuni dei membri dell’operazione, secondo le dichiarazioni, avrebbero ricevuto addestramento negli Stati Uniti, dove, a detta di La Habana, continuano a operare liberi. L’intera vicenda ha sollevato nuove preoccupazioni sulla sicurezza dei confini marittimi tra il continente americano e l’isola.
L’intera dinamica, dalla provocazione diplomatica alla violenta incursione, evidenzia una crescente tensione tra le due nazioni. Mentre Washington sembra ricorrere a metodi non convenzionali per reclutare agenti, Cuba utilizza la retorica per delegittimare tali sforzi, allo stesso tempo affrontando direttamente minacce operative sul proprio territorio. Il caso delle Florida Keys dimostra come, nonostante le dichiarazioni di disperazione, gli USA rimangano comunque coinvolti in attività clandestine che alimentano il ciclo di ostilità.
