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Venezia candidata per le Olimpiadi estive? Zaia rilancia dopo Milano‑Cortina

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Zaia vede Milano‑Cortina come punto di svolta e avanza l'ipotesi di una candidatura estiva con Venezia al centro, mentre le Paralimpiadi sollevano tensioni internazionali legate alla presenza di atleti russi e bielorussi

Il bilancio dopo i Giochi invernali di Milano‑Cortina porta con sé sia valutazioni politiche sia proposte per il futuro dello sport italiano. Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, descrive l’evento come un punto di svolta e lancia l’idea di sfruttare la fama e il patrimonio di Venezia per una possibile candidatura a un’Olimpiade estiva, basata su un modello che valorizzi più città e il riutilizzo delle strutture esistenti.

Un modello diffuso che cambia il volto delle Olimpiadi

Secondo Zaia, Milano‑Cortina ha dimostrato che le Olimpiadi moderne possono funzionare attraverso un modello diffuso che coinvolge territori diversi invece di concentrare tutto in un unico polo. Questo approccio, sostiene, riduce i costi e aumenta la sostenibilità, permettendo di mettere in rete impianti già presenti e strutture pubbliche senza sprechi. L’ex governatore ritiene che il successo dell’evento segni l’inizio di una nuova fase per l’organizzazione degli appuntamenti sportivi internazionali.

Riuso degli impianti e sostenibilità

La proposta di candidare il Paese a una futura Olimpiade estiva si fonda su due pilastri pratici: il riutilizzo degli impianti e il coinvolgimento di più città per distribuire oneri e benefici. Questo modello punta a evitare la costruzione massiva di nuove opere e a valorizzare il patrimonio esistente, in linea con principi di economia circolare applicata agli eventi sportivi.

Venezia come risorsa simbolica e strategica

Zaia mette in risalto il valore simbolico di Venezia: città di grande richiamo turistico e culturale, il cui coinvolgimento sarebbe, a suo avviso, un elemento distintivo per una candidatura italiana. L’idea è di presentare un progetto nazionale che metta in rete città e impianti, parlando direttamente alle istituzioni centrali per costruire una candidatura condivisa e credibile sul piano internazionale.

Tempi e possibili obiettivi

Lo scopo non è immediato, ma strategico: valutare finestre future per la candidatura in anni significativi per la storia olimpica italiana, con la volontà di non sprecare il vantaggio di immagine ottenuto con Milano‑Cortina. Zaia sottolinea inoltre il ruolo delle istituzioni e la necessità di un confronto politico per tradurre l’idea in progetto nazionale.

Il lascito sportivo e il «rinascimento» degli atleti

Oltre alla dimensione progettuale, l’ex governatore parla del ritorno culturale generato dai Giochi: una crescita dell’interesse giovanile verso discipline invernali e un incremento delle attività economiche connesse allo sport. Questo fenomeno, definito da Zaia come un rinascimento dello sport, si traduce in maggiore domanda per attrezzature, iscrizioni a società sportive e un rinnovato entusiasmo per le competizioni.

Ruolo delle atlete e impatto sociale

Zaia dedica attenzione particolare al protagonismo femminile durante i Giochi, riconoscendo che le prestazioni delle atlete hanno elevato il profilo dell’evento. Per lui è un segnale che il sistema sportivo nazionale sta migliorando la tutela e lo sviluppo dei vivai femminili, elemento fondamentale per la crescita futura.

Le Paralimpiadi e le tensioni internazionali

Mentre si chiudono le competizioni olimpiche, lo sguardo si sposta alle Paralimpiadi e alle controversie sulla partecipazione di atleti russi e bielorussi con simboli nazionali. A livello internazionale, la decisione del Comitato paralimpico internazionale di consentire alcune forme di partecipazione ha suscitato reazioni differenti: dall’indignazione dell’Ucraina e della Repubblica Ceca, che hanno annunciato il boicottaggio della cerimonia d’apertura, alla difesa dello spirito sportivo evocata dalla Russia.

Posizioni divergenti e appelli alla pace

In questo contesto, Zaia invita a leggere i Giochi come un’occasione per inviare un messaggio di pace, ricollegandosi alle parole di altre autorità che auspicano una tregua. Allo stesso tempo, diversi attori internazionali hanno espresso riserve e critiche: alcune nazioni hanno scelto la protesta simbolica, altre hanno richiamato la centralità di separare sport e politica, evidenziando la complessità del tema e la difficoltà di trovare una posizione univoca.

Il bilancio globale rimane quindi duplice: da un lato l’eredità positiva di Milano‑Cortina come laboratorio organizzativo e culturale; dall’altro la sfida diplomatica e valoriale che le Paralimpiadi mettono sul tavolo. La proposta di Zaia per una candidatura estiva nazionale con Venezia al centro rimane un progetto ambizioso che, se condiviso, potrebbe valorizzare il patrimonio sportivo e culturale italiano.