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Venezuela, Gasperin e Pilieri tornano liberi. Tajani: “Accelerare il rilascio degli altri detenuti italiani”

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Venezuela e i detenuti italiani: primi rilasci di Gasperin e Pilieri, resta alta la pressione per liberare gli altri connazionali.

Le recenti liberazioni di detenuti italiani e italo-venezuelani in Venezuela segnano un primo passo concreto dopo mesi di detenzione politica. Luigi Gasperin e Biagio Pilieri sono tornati liberi, mentre il governo italiano continua a lavorare per il rilascio di altri connazionali come Alberto Trentini e Mario Burlò, sottolineando l’impegno diplomatico per garantire la sicurezza e la libertà dei prigionieri.

Italiani e italo-venezuelani dietro le sbarre in Venezuela

Attualmente si stima che siano 28 i cittadini italiani e italo-venezuelani detenuti nelle carceri venezuelane. Questa cifra deriva da un lavoro combinato di inchieste giornalistiche, testimonianze dirette e denunce, che ha permesso alla Farnesina di esercitare pressione diplomatica su Caracas per conoscere le condizioni dei prigionieri e favorirne la liberazione.

Tra i casi già conclusi vi è quello di Luigi Gasperin, imprenditore settantenne di Avellino, arrestato nell’agosto 2025 con accuse ritenute “pretestuose” dalle autorità italiane relative al possesso di esplosivi per attività petrolifere. Gasperin è ora sotto osservazione medica a Caracas, provato ma stabile.

Subito dopo è stato rilasciato Biagio Pilieri, coordinatore nazionale del partito Convergencia e figura di rilievo nell’opposizione che ha sostenuto Edmundo González Urrutia e María Corina Machado durante le elezioni presidenziali del 2024. Pilieri era detenuto dal 28 agosto 2024, arrestato a Caracas subito dopo aver partecipato a una manifestazione pacifica contro i risultati elettorali ufficiali.

Restano invece situazioni critiche, come quella di Alberto Trentini, cooperante veneto della ONG Humanity and Inclusion, detenuto da oltre 400 giorni a El Rodeo I con un drastico deperimento fisico, e di Daniel Echenagucia, isolato nello stesso carcere dopo una “sparizione forzata” estiva. Altri casi complessi riguardano cittadini con doppia cittadinanza, come Juan Carlos Marruffo Capozzi e Perkins Rocha, figure chiave nell’opposizione o nel mondo legale, il cui status complica ulteriormente l’accesso consolare.

La lista comprende anche imprenditori come Mario Burlò e Hugo Marino, scomparsi in circostanze poco chiare e ritenuti vittime di detenzioni politiche o ritorsioni legate alle loro attività professionali.

Venezuela, liberati i detenuti italiani Luigi Gasperin e Biagio Pilieri. Tajani: “Accelerare il rilascio degli altri”

La Farnesina, con il ministro Antonio Tajani in prima linea, ha coordinato una rete di contatti diplomatici, collaborando con ambasciatori, rappresentanti della Chiesa e della società civile venezuelana, per “garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto” e accelerare i rilasci.

Le interlocuzioni con gli Stati Uniti, in particolare con il senatore Marco Rubio, hanno rafforzato la pressione internazionale, soprattutto dopo la transizione politica che ha visto l’uscita di scena di Maduro e l’insediamento della presidente ad interim Delcy Rodriguez, considerata da Tajani “più flessibile rispetto al passato”.

Il nuovo governo venezuelano ha motivato i rilasci come un gesto per “promuovere la pacifica convivenza” e consolidare il dialogo con la comunità internazionale. Tuttavia, secondo l’ONG Foro Penal, in Venezuela rimangono ancora 863 prigionieri politici, di cui 86 cittadini stranieri o con doppia cittadinanza, a testimonianza della complessità e delicatezza della situazione.