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Vertice a Palazzo Chigi dopo gli scontri a Milano, cordoglio per Villani

Vertice a Palazzo Chigi dopo gli scontri a Milano, cordoglio per Villani

Meloni ha incontrato i vertici della sicurezza a Palazzo Chigi, ha espresso cordoglio per la morte dell'ispettore Antonio Villani e avviato il confronto su possibili strumenti legislativi per contrastare le violenze in piazza.

Il vertice sull’ordine pubblico convocato a Palazzo Chigi si è svolto alla presenza dei principali ministri e dei vertici delle forze di sicurezza per affrontare le tensioni esplose nelle piazze, in particolare a Milano. In apertura dell’incontro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato al capo della Polizia Vittorio Pisani il proprio cordoglio personale e quello del governo per la morte dell’ispettore Antonio Villani rivolgendo le condoglianze alla famiglia e a tutta la polizia.

Il confronto, durato circa un’ora e mezza ha messo sul tavolo rapporti di intelligence e preoccupazioni per episodi di violenza attribuiti a gruppi di giovani che hanno provocato disordini urbani. La convocazione è arrivata mentre a Milano si registrava una nuova ondata di scontri, con danneggiamenti e assalti ai mezzi delle forze dell’ordine: la premier ha sottolineato l’esigenza di “valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos“.

Partecipanti e durata del vertice a Palazzo Chigi

All’incontro, oltre a Meloni e al capo della Polizia Pisani hanno preso parte i vicepremier Matteo Salvini (in videocollegamento) e Antonio Tajani il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Erano presenti anche i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari i vertici di PoliziaCarabinieriGuardia di Finanza e le rappresentanze dei servizi di intelligence.

L’incontro ha avuto carattere operativo per fare il punto sulla gestione delle manifestazioni e sui rischi di escalation.

Le proposte discusse: misure sui minorenni e strumenti repressivi

Nel corso della riunione sono state avanzate diverse ipotesi concrete. Una delle linee emerse riguarda norme specifiche sui minorenni coinvolti nei disordini, con la necessità di un confronto con il Quirinale sui profili costituzionali e procedurali. Si è richiamata l’attenzione su precedenti interventi, con l’idea di misure ispirate al decreto Caivano e di possibili trasposizioni in sede di decreto di alcune misure già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza varato a metà luglio.

Tra le proposte avanzate da alcuni esponenti della maggioranza, e in particolare rilanciate da Salvini figurano la procedibilità d’ufficio per le lesioni a pubblico ufficiale, la previsione di reclusione fino a 5 anni per i danneggiamenti di gruppo e sanzioni pecuniarie fino a 15mila euro. Si è parlato anche del divieto di aggregazione per i responsabili di violenze collettive, dell’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo e della possibilità di ricorrere all’arresto differito. Non sono mancate proposte operative come il potenziamento di Strade sicure l’uso di strumenti come il taser e la revisione delle modalità di impiego degli idranti, nonché la reintroduzione della della cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni.

Richieste dal centrodestra e riferimenti a casi passati

Partito di maggioranza e forze della coalizione hanno inoltre sollecitato un inasprimento normativo: FdI ha chiesto di estendere il reato di associazione a delinquere a chi organizza atti violenti, richiamando esperienze come i disordini No Tav in Val Susa. Nel centrodestra si è ipotizzata anche la convocazione di un Consiglio dei Ministri nel capoluogo lombardo come segnale di vicinanza ai cittadini e agli esercenti colpiti, proposta che richiede ulteriori approfondimenti ai vertici dell’esecutivo.

È stato ricordato come già a febbraio si fosse introdotta una stretta con il fermo preventivo dopo i disordini legati a un corteo, misura che ha ricevuto critiche da alcune opposizioni per l’efficacia. Le ipotesi attuali verranno valutate nei prossimi giorni: fonti governative indicano che non è in programma l’esame di bozze di decreto durante il vertice, ma non escludono che, se si decidesse per un provvedimento urgente, esso possa arrivare al prossimo Consiglio dei Ministri che alcuni ambienti indicano potrebbe tenersi venerdì.

Il confronto politico resta acceso: dalla maggioranza si chiede rapidità e strumenti più efficaci per le forze dell’ordine, mentre parti dell’opposizione sollevano dubbi sull’applicazione delle norme esistenti e sulle responsabilità delle autorità di pubblica sicurezza. Sullo sfondo rimane la ferma condanna di ogni violenza pubblica e la commemorazione dell’ispettore Antonio Villani al centro delle condoglianze formalizzate da Giorgia Meloni al capo della Polizia Vittorio Pisani.

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