Giorgia Meloni ha confermato gli impegni dell’Italia in sede Nato e ha chiesto che la spesa per la difesa generi commesse in Italia al vertice dell’Alleanza tenuto ad Ankara. La presidente del Consiglio ha ribadito la linea in conferenza stampa a fine lavori, scandendo: «Non mi pento di nulla di quello che ho fatto» e «Rispettiamo gli impegni della Nato, ma decidiamo noi tempi, modi e priorità».
L’aggiornamento punta a tenere insieme la sostenibilità degli investimenti e l’interesse industriale nazionale, mentre prosegue il lavoro di coordinamento politico e militare con gli alleati su Ucraina, Medio Oriente e sicurezza marittima. Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026.
Impegni Nato e priorità industriali italiane
Meloni ha legato il rispetto degli obblighi dell’Alleanza alla tutela dell’autonomia strategica del Paese, indicando che gli stanziamenti debbano tradursi in ricadute produttive sul territorio.
La premier ha sollecitato «commesse per le fabbriche italiane, ricerca sul territorio e posti di lavoro qualificati», ponendo l’accento sull’esigenza che l’aumento delle capacità militari si accompagni alla crescita della filiera nazionale della difesa. La formula richiamata è quella di un’attuazione “sostenibile” degli impegni, con tempi e priorità decisi in sede italiana.
Nel quadro dell’unità dell’Occidente, Meloni ha rivendicato la coerenza delle proprie scelte politiche, affermando: «L’investimento politico l’ho fatto per convinzione sull’unità dell’Occidente».
La posizione sintetizza due pilastri: il contributo alla deterrenza collettiva e la richiesta di un impatto economico interno delle spese, considerato cruciale per occupazione qualificata e innovazione. L’esecutivo ha collegato la traiettoria di spesa al rafforzamento delle capacità industriali europee, preservando la sovranità industriale italiana.
Rapporti politici e bilaterali di Meloni
La presidente del Consiglio ha affrontato i riflettori sul rapporto con Donald Trump ribadendo che la sua è stata una scelta strategica, non episodica. La cornice resta la compattezza occidentale a cui l’Italia intende contribuire, pur mantenendo un dialogo con tutti i principali interlocutori dell’Alleanza. In questa logica, la delegazione italiana ha affiancato al formato multilaterale una serie di contatti diretti per affrontare i dossier più sensibili.
Tra i bilaterali, l’incontro con il presidente dell’Ucraina ha riaffermato il sostegno di Roma al percorso di Kyiv, con un focus sull’allineamento dell’assistenza e sugli ultimi sviluppi del conflitto. Un colloquio con il presidente della Turchia ha rinsaldato il canale con un alleato chiave sul fianco sud e nel Mar Nero. Il clima complessivo del vertice è stato descritto come improntato a unità e determinazione, con l’obiettivo di consolidare la cooperazione industriale e militare tra partner.
La diplomazia italiana: Tajani tra Golfo, E5 e Consiglio Nato-Ucraina
Il ministro degli Affari esteri ha intensificato il lavoro sul versante regionale partecipando alla sessione con i partner dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar). Il confronto ha toccato Iran, Libano, Gaza e, soprattutto, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz tema ritenuto direttamente connesso alla sicurezza euro-atlantica e agli interessi energetici. L’Italia ha ribadito l’impegno a collaborare con i Paesi del Golfo per stabilità, corridoi marittimi sicuri e resilienza delle catene di approvvigionamento.
In parallelo, il titolare della Farnesina ha preso parte al formato E5 con Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito, cui si è unito il ministro degli Esteri turco, per allineare le posizioni sulle priorità europee e sul fianco sud della Nato. Tajani ha inoltre partecipato alla cena di lavoro del Consiglio NATO-Ucraina a livello ministeriale, segnalando la continuità del sostegno politico e pratico a Kyiv nelle sedi multilaterali e nel canale bilaterale, in coerenza con la prospettiva di integrazione europea rispettosa delle procedure.
Dichiarazione del vertice e partecipazione italiana al Consiglio Nord Atlantico
La dichiarazione collettiva del summit ha ribadito che l’Iran non deve mai dotarsi di armi nucleari e ha richiamato il rispetto della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Questi passaggi confermano l’attenzione dell’Alleanza per le minacce trasversali e per i corridoi marittimi critici, con riflessi immediati sulla sicurezza energetica e commerciale. Il richiamo condiviso alla postura di deterrenza va di pari passo con la necessità di rafforzare le capacità industriali degli alleati, in un equilibrio tra esigenze operative e resilienza economica interna.
La rappresentanza italiana ha preso parte alle sessioni del Consiglio Nord Atlantico con la presenza della presidente del Consiglio, del ministro della Difesa e del ministro degli Esteri, a testimonianza di una linea coordinata su deterrenza, investimenti e sostegno ai partner. Accanto alle sessioni formali, si sono svolti incontri tecnici e politici per approfondire cooperazione militare, produzione e ricerca, in coerenza con la richiesta italiana che gli investimenti si traducano in ricadute sull’economia nazionale. La leadership italiana ha rimarcato unità e determinazione degli alleati alla fine dei lavori ad Ankara.
