La terra ha tremato nuovamente e lo ha fatto in una zona del mondo molto lontana dall’Europa ma comunque sotto monitoraggio di sistemi di allerta terremoti in USA che hanno potuto quindi tracciare la potenza dell’evento catastrofico e quindi iniziare ad ipotizzare una possibile conta dei danni che sarà importante per trovare eventuali vittime del sisma.
Terremoto di magnitudo 7 scoperto dal sistema sismico americano
Il terremoto che ha colpito la piccola nazione asiatica è stato scoperto dal sistema che monitora i terremoti negli Stati Uniti. Lì gli esperti sismologi sono riusciti a tracciare origine e potenza dell’evento anche se, come prevedibile, è ancora prematuro stabilire quanti morti ci sono ed i danni alle strutture.
Un’analisi sinora sommaria ma importante per capirne l’epicentro ed eventuali metodi di intervento, a proposito di interventi, l’area interessata è remota e quindi sono difficili manovre di soccorso di chi si ritrova intrappolato sotto le macerie.
Saranno quindi i prossimi giorni quelli decisivi per avere un quadro definitivo dell’episodio sismico che si presuppone possa essere uno dei più forti e catastrofici mai registrati in Tibet.
Terremoto in Tibet, soccorsi incerti e poche notizie
Il terremoto che ha colpito il Tibet ha avuto come epicentro un’area remota a 183 km a est-nord-est della città di Nagqu, come riporta Ansa che per primo ha lanciato la notizia in Italia.
L’area è famosa per essere isolata rispetto alle città e ciò, oltre a rendere le manovre di soccorso estremamente complicate, rappresenta un problema per avere una conta esatta di morti e feriti dal crollo.
La potenza dell’evento sismico purtroppo fa propendere per danni consistenti ed un numero elevato di vittime, naturalmente si tratta di supposizioni basati sui dati dei sismografi, le prossime ore saranno in grado di stabilire con esattezza l’entità del terremoto che ha investito la nazione situata in oriente.
