Nel fine settimana scorso la città meneghina è stata teatro di una serie di saccheggi e scontri che hanno più volte interrotto la normale vita di centro. Gli episodi, avvenuti fra sabato pomeriggio e domenica sera, hanno coinvolto le principali vie del cuore storico – dal Duomo a via Torino, passando per il Castello Sforzesco e Brera – lasciando dubbi sulla capacità delle forze dell’ordine di far fronte a un fenomeno di massa spontaneo e disorganizzato.
Da una protesta contro il carovita a una notte di caos
Il sabato era iniziata una manifestazione denominata “Italia in piazza”, organizzata prevalentemente da studenti e giovani cittadini preoccupati per l’aumento dei prezzi di beni e servizi. L’appuntamento era stato fissato per le ore 15.00 in piazza Duomo, con la promozione dell’evento avvenuta sui social, soprattutto su TikTok.
Una manifestazione dovrebbe essere un’azione pacifica, ma subito dopo il blocco della cortea in via Broletto – una stretta arteria tra Duomo e Castello – sono scoppiati i primi scontri. Lanci di sassi, bottiglie e l’uso da parte della polizia di manganelli e idranti hanno segnato l’inizio di una giornata di tensione.
La dispersione dei gruppi e l’attacco ai negozi
Una parte dei manifestanti è riuscita a sfuggire al controllo, deviando verso via Torino e la zona di via Broletto, dove gruppi di persone a volto coperto hanno cominciato a vandalizzare negozi e arredi urbani. Tra i danni più evidenti spiccano il saccheggio del supermercato Carrefour di via Torino, il danneggiamento delle vetrine di catene come Levi’s, Under Armour, Foot Locker e Decathlon, e la rottura di quattro pensiline del tram. Le videocamere amatoriali hanno mostrato giovani che spostavano mobili da dehors, accendevano piccoli fuochi e lanciavano oggetti contro le auto della polizia.
Intervento delle forze dell’ordine e il bilancio delle arresate
Le autorità hanno tentato di contenere la situazione impiegando lacrimogeni, idranti e cariche di squadra, ma la mancanza di una presenza capillare ha reso difficile l’operazione. Alcuni agenti, tra cui il dirigente Angelo De Simone, hanno riportato lievi ferite per colpi di pietra. Alla fine della giornata di sabato, i controlli hanno portato all’arresto di 12 persone, di cui cinque minorenni, e alla denuncia di 22 altri soggetti. La domenica, i disordini sono ripresi con la stessa intensità: nuovi gruppi hanno saccheggiato il Carrefour, distrutto vetrine in via Orefici e via Dante, e provocato l’evacuazione anticipata della Cattedrale del Duomo, chiudendo la fermata della metropolitana.
Statistica degli arresti e il profilo dei responsabili
Nel complesso, le forze dell’ordine hanno fermato più di 200 giovani, con una percentuale circa dell’80% di minori. I soggetti coinvolti erano per lo più di origine italiana o di seconda generazione, con un alto numero proveniente da fuori Milano. La tipologia dei gruppi era caratterizzata da piccoli nuclei di 10-20 persone, rapidamente armati di bottiglie, sassi, petardi e persino grucce, pronti a sganciare la violenza in qualunque punto del centro.
Il Consiglio dei ministri e le nuove misure per l’ordine pubblico
Di fronte a una situazione definita “inaccettabile”, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto contenente nuove disposizioni per prevenire e contrastare le violenze urbane. Le misure includono l’aumento delle risorse destinate alle forze dell’ordine, potenziamenti delle tecnologie di sorveglianza e l’introduzione di pene più severe per i reati di saccheggio e per l’impiego di oggetti contundenti contro agenti. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha condannato fermamente gli atti criminali, chiedendo un rafforzamento della presenza di polizia sul territorio, mentre il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha definito gli autori “sciacalli” e ha chiesto zero tolleranza.
Gli interventi legislativi a livello nazionale puntano a contenere il fenomeno, ma l’efficacia dipenderà dalla rapidità con cui saranno attuate le nuove disposizioni e dalla capacità delle autorità locali di garantire una presenza permanente nelle aree più sensibili della città.
