John Ratcliffe ha effettuato una visita lampo a Mosca martedì, arrivando e ripartendo dall’aeroporto di Vnukovo con un Boeing C-17 Globemaster III dell’Air Force partito dalla Joint Base Andrews vicino a Washington dopo uno scalo a Riga in Lettonia.
La missione è stata interpretata come rilevante per la sicurezza regionale e le relazioni tra Stati Uniti e Russia, dato il contesto di tensione legato alla guerra in Ucraina e alle preoccupazioni per possibili escalation sul fianco orientale della Nato.
Perché la visita è stata considerata significativa
La presenza del C-17 Globemaster III a Vnukovo e il percorso via Riga hanno reso tracciabile la missione, suscitando attenzione internazionale. La visita è avvenuta in un momento in cui i rapporti diplomatici restano complessi e in cui sono già intervenuti inviati di alto profilo quali Steve Witkoff e Jared Kushner che in passato hanno incontrato il presidente Vladimir Putin.
Fonti hanno indicato che l’obiettivo includeva discussioni su rischi di escalation militare lungo i confini della Nato e richieste di riduzione del sostegno militare e finanziario all’Iran. Durante la permanenza di Ratcliffe, gli Stati Uniti avrebbero chiesto all’Ucraina una temporanea sospensione di attacchi su Mosca e San Pietroburgo per garantire la sicurezza del volo.
Dettagli della missione e contatti a Mosca
La visita è durata circa otto ore, con incontri riservati con funzionari dei servizi di sicurezza russi e un seguito diplomatico che ha viaggiato a bordo del C-17 partito da Riga. L’aereo militare è ripartito poche ore dopo l’arrivo, rafforzando l’interpretazione di una missione urgente e riservata.
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha mantenuto un profilo prudente e inizialmente ha detto di non avere informazioni ufficiali sui dettagli della visita. Successivamente, Dimitri Peskov ha definito l’incontro come uno “sviluppo positivo”; il Cremlino ha escluso che si sia trattato di un incontro con Vladimir Putin.
Dichiarazioni da Washington e implicazioni diplomatiche
Il presidente Donald Trump ha commentato la visita con toni cauti e ha detto che si trattava “una sorta di semi-routine”. Trump ha aggiunto: “Qualcosa potrebbe venirne fuori. Stiamo lavorando molto duramente per porre fine a quella guerra”.
Sulle ipotesi di sanzioni o avvertimenti al Cremlino, Trump ha risposto: “Nessuna delle precedenti” e ha detto “Mi dispiace deludere le persone”, descrivendo la visita come “più o meno di routine”. Analisti ritengono che la missione possa influire sulle dinamiche tra Stati Uniti e Russia e sulla determinazione della Nato a rispondere a eventuali provocazioni.
Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2026. La notizia resta in evoluzione e sarà aggiornata con nuovi sviluppi.
