(Adnkronos) – “Stiamo utilizzando l’intelligenza artificiale per rendere il welfare più accessibile, comprensibile e vicino ai cittadini”. Così Valeria Vittimberga, direttrice generale dell’Inps, intervenendo al convegno organizzato da Federmanager ‘AI e Inps: come cambiano i servizi al cittadino’.
Tra le principali applicazioni citate figurano assistenti virtuali evoluti, linguaggio amministrativo semplificato, domande precompilate e servizi digitali proattivi.
“Lo Stato non deve parlare difficile: quando il linguaggio è opaco si crea una barriera che mina la fiducia”, ha osservato.
L’obiettivo, ha aggiunto, è passare “da un’amministrazione che risponde dopo a un ente che aiuta a pianificare prima, orientando i cittadini verso le prestazioni cui hanno diritto senza costringerli a inseguire informazioni frammentate.”
L’intelligenza artificiale come strumento per coniugare innovazione digitale e presenza sul territorio.
“Abbiamo scelto di restare radicati nei territori, compensando la riduzione di personale con l’uso intelligente della tecnologia”, ha spiegato. L’AI consente di ottimizzare i processi interni, mantenendo oltre 500 presidi territoriali dedicati all’accoglienza e all’orientamento dei cittadini. “Guardare una persona negli occhi allo sportello resta insostituibile. L’intelligenza artificiale serve a rendere possibile, non a cancellare, questa relazione”.
“L’intelligenza artificiale non deve rendere lo Stato più distante, ma più umano: la misura del suo valore è se migliora concretamente la vita delle persone”.
Vittimberga ha sottolineato come l’IA stia trasformando profondamente il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, puntando su semplificazione, accesso ai diritti e fiducia. “Se riduce le attese, rende comprensibili le procedure e raggiunge chi prima restava escluso, in questo modo crea vero valore pubblico”, ha spiegato.
Secondo il direttore generale, la tecnologia deve liberare tempo umano, che è la merce più preziosa, e rafforzare la prossimità dello Stato: “Nel pubblico l’innovazione deve essere guidata dall’interesse generale, non solo dall’efficienza”. Vittimberga ha elencato almeno otto aspetti in cui già oggi l’IA supporta il lavoro delle Istituzioni e dei dipendenti dell’Inps e può aiutare nell’immediato futuro, quali: semplificazione della navigazione del sito internet, smistamento delle Pec, servizi proattivi per anziani, giovani e famiglie, simulazioni di scenari previdenziali personali e collettivi, antifrode, previsione della crisi d’imprese, governance del dato, incontro fra domande e offerte di lavoro (piattaforma SIISL).
“All’Inps l’intelligenza artificiale non sostituisce la decisione umana: la supporta, semplificando i processi e migliorando la qualità dei servizi”. Gli strumenti di AI vengono utilizzati per l’analisi documentale, l’automazione delle istruttorie e l’organizzazione delle informazioni, lasciando ai funzionari il compito della valutazione finale. “La tecnologia deve eliminare il lavoro ripetitivo e ridare centralità alla responsabilità umana”, ha precisato Vittimberga. Secondo il direttore generale, nel settore pubblico l’AI deve produrre fiducia ed equità: “Se nel privato aumenta la produttività, nello Stato deve rafforzare l’inclusione sociale”.
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