(Adnkronos) –
“E mo’ basta, Antò”. Ivan Zazzaroni contro Antonio Cassano. Il direttore del Corriere dello Sport, con un lungo post su Instagram, si toglie più di un sassolino per gli ‘attacchi’ dell’ex calciatore. “Dài e dài, mi hai davvero stufato, perciò ti dedico queste poche righe: argomenta, non offendere. Pensa, promuovo anche queste tue ultime puttanate. Buona Pasqua. Non ti telefono perché sei l’unico numero bloccato su 4.019. Da assiduo frequentatore della maleducazione e del delirio di onnipotenza, Cassano è un’eterna occasione sprecata, un guitto estivo da rabona sulla spiaggia”, scrive Zazzaroni, più volte nel ‘mirino’ di Cassano per questioni calcistiche.
“Buttò una carriera per arroganza e oggi, nella sua improbabile seconda vita da commentatore del nulla, fa lo stesso perché altro non sa fare. Non solo non ha capito come stare nel presente senza sembrare una patetica reliquia del passato, ma ha smarrito da tempo il senso del ridicolo. Non che sia mai stato il suo forte, ma forse, nella prospettiva del mezzo secolo di vita, qualcuno dovrebbe suggerirgli che considerarsi indispensabili e ritenersi – senza che gli scappi mai da ridere- ‘un punto di riferimento’ è solo il primo passo per finire a parlare di sé in terza persona”, aggiunge il giornalista. “Non ho conosciuto un solo ‘grande’ che corresse un rischio simile perché chi è davvero grande fa di tutto per schermirsi e perché chi è davvero grande prova ad avere rispetto di sé e soprattutto degli altri”, afferma ancora.
“Antonio no. Antonio si mette in posa. Antonio fa il self-tape e si ripete che senza di lui il calcio non esisterebbe. Antonio non è niente, ma fa di tutto per sembrare qualcosa”, l’affondo di Zazzaroni contro l’ex calciatore. “E allora, proprio come quando era in campo, dileggia, insulta, dà patenti di rispettabilità, manda a puttane, per egolatria, qualsiasi parvenza di ragionamento e finisce per mettere in scena sempre lo stesso spettacolo. Fa quasi tenerezza. Per uno che voleva essere eretico, diventare conformista deve essere la peggiore delle condanne. È uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali”, dice Zazzaroni prima di rivolgersi direttamente a Cassano.
“Antonio, parliamoci chiaramente, per turbarci non hai i titoli. Se vuoi torniamo a fare i rutti in cerchio, davanti al mare, come quando avevamo quindici anni. Se le intenzioni sono altre, hai ragione tu, non abbiamo niente da dirci. Chiediti il perché. O meglio ancora, non chiedertelo. Non vorrei costringerti a uno sforzo eccessivo”, conclude.
—
sport
webinfo@adnkronos.com (Web Info)