Emergenza freddo: come comportarsi in caso di Ipotermia COMMENTA  

Emergenza freddo: come comportarsi in caso di Ipotermia COMMENTA  

 

Il freddo può causare decessi anche senza una reale condizione di ipotermia e i paesi maggiormanete a rischio sono quelli dove le temperature abitudinali sono più alte. Temperature particolarmente rigide possono causare il rischio di coauguli sanguigni e attacchi cardiaci, per questo motivo è sempre consigliato mantenere in casa una temperatura di 21°C specialmente in età anziana.


Che cos’è l’ipotermia?

E’ una condizione clinica che si verifica quando la temperatura corporea scende molto al di sotto del valore normale. Da 35°-32°C si parla di ipotermia lieve, da 32°-36°C di ipotermia moderata fino ad arrivare ai 26°-24°  considerati come ipotermia grave e letale se al di sotto dei 24°C.  In stato di ipotermia le normali condizioni del metabolismo cessano a causa del freddo anche se il corpo umano può resistere anche a lungo.


Quali sono i sintomi e come trattare il soccorso.

Brividi (solo nello stadio iniziale), difficoltà motoria, pelle fredda e secca, battito cardiaco e respirazione rallentati, forte sonnolenza sono i sintomi di avvenuta ipotermia. Il primo soccorso richiede sicuramente la chiamata al pronto soccorso ospedaliero (Italia 118). Le cose da non fare  assolutanente sono: massaggiare il paziente, dare alcolici, dare acqua calda o immergere il paziente in acqua calda, in quanto queste azioni richiamano il sangue verso la pelle, privandolo agli organi vitali.  Le azioni corrette da fare sono: spostare il paziente in luoghi riparati dal freddo, togliere i vestiti bagnati e fargli indossare abiti asciutti, cercare di riscaldare col proprio corpo il paziente e dare  cibo e bevande  calde. In caso di ipotermia grave, come nei casi di prelevamento di un corpo caduto in acque gelide o sottoposto a temperature ghiacciate per troppo tempo, il paziente potrebbe essere in stato confusionale o svenuto; il sollevamento del corpo deve avvenire in posizione supina (cioè con la schiena rivota verso il terreno); anche nel caso in cui il paziente può alzarsi da solo è meglio se il soccorritore sollevi il corpo del paziente in questa posizone per evitargli sforzi al cuore.


 

 

 

 

 

 

 

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