Mentre la Francia si prepara a rendere rimborsabili le terapie farmacologiche anti-obesità a base di tirzepatide e semaglutide a partire dal 15 giugno, in Italia milioni di pazienti continuano ad attendere. La Legge 149/2026che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, è stata approvata quasi un anno fa, ma la sua attuazione è ancora in stand-by.
La Società Italiana dell’Obesità (SIO) e l’associazione Amici Oltre il Peso hanno lanciato un appello alle istituzioni per garantire un accesso appropriato e sostenibile alle terapie innovative, seguendo l’esempio del Servizio Sanitario Francese e del Regno Unito.
La situazione in Francia e il confronto con l’Italia
Dal prossimo 15 giugno, la Francia introdurrà un percorso prescrittivo affidato a centri specialistici dedicati per i pazienti con forme più gravi di obesità.
Questo passo è stato accolto con grande interesse dalla comunità scientifica e dai pazienti. La scelta della Francia merita grande attenzione perché riconosce il valore delle nuove terapie nei pazienti con obesità più graveafferma Silvio Buscemipresidente della SIO.
In Italia, invece, nonostante l’approvazione della Legge 149/2026, non è stato ancora fatto nulla di concreto.
Non possiamo accettare che la possibilità di curarsi dipenda dal conto in bancadichiara Iris Zanipresidente di Amici Oltre il Peso. I pazienti fanno molta fatica ad iniziare un percorso di cura e sono costretti a sostenere di tasca propria il costo di terapie costose.
Le disuguaglianze regionali
Uno dei principali problemi è la mancanza di uniformità nei percorsi di presa in carico dei pazienti tra le diverse regioni italiane. L’obesità non è ancora entrata nei Livelli essenziali di assistenza (LEA)e i percorsi di cura variano notevolmente da una regione all’altra, causando forti disuguaglianze tra i pazienti in base al luogo dove vivono.
Persino la Regione Lombardiache aveva annunciato la creazione di un percorso verso un accesso a prezzo calmierato alle terapie, non ha ancora dato seguito a quell’impegno. Come associazione chiediamo a gran voce a tutte le Istituzioni nazionali e regionali che diano seguito agli impegni finora annunciaticonclude Zani.
Le evidenze scientifiche e l’importanza delle terapie
Le nuove terapie farmacologiche hanno modificato profondamente le prospettive di cura dell’obesità. Le evidenze scientifiche dimostrano in modo inequivocabile che questi trattamenti non consentono soltanto una significativa riduzione del peso corporeo, ma contribuiscono anche a migliorare numerose complicanze associate all’obesitàspiega Buscemi.
Tra le complicanze migliorate grazie a queste terapie ci sono il diabete di tipo 2le malattie cardiovascolarile patologie renali ed epatichee la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Oggi il trattamento farmacologico rappresenta una componente essenziale della cura dell’obesitàafferma Buscemi.
La SIO ha predisposto un documento tecnico destinato alle istituzioni nazionali, nel quale si propongono criteri simili a quelli adottati in Francia per valutare un percorso progressivo di accesso alle terapie farmacologiche innovative per le persone con obesità severa e ad alto rischio di complicanze. La SIO conferma la propria disponibilità a collaborare con Governo, Parlamento, Regioni, AIFA, Istituto Superiore di Sanità e Consiglio Superiore di Sanità per individuare le modalità più appropriate e sostenibili per l’eventuale implementazione di questi percorsi assistenziali.
