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Accoltellato a Milano, l'aggressore sceglie il silenzio davanti al gip: “Non ricorda nulla”

Accoltellato a Milano, l'aggressore sceglie il silenzio davanti al gip: “Non ricorda nulla”

55enne accoltellato a Milano: nuovi dettagli sul caso e sulla ricostruzione del passato del giovane arrestato per il violento attacco.

Nuovi sviluppi emergono sull’accoltellamento avvenuto a Milano nella mattinata di sabato 4 luglio, che ha portato all’arresto di un giovane accusato di tentato omicidio. Le indagini stanno ricostruendo il suo percorso personale e gli spostamenti nei giorni precedenti ai fatti, mentre restano centrali gli accertamenti sul contesto e sulle sue condizioni al momento del gesto.

Indagini e ricostruzione del profilo dell’aggressore Lamin Saidilly

Nuovi elementi stanno emergendo sulla vicenda che coinvolge Lamin Saidilly, il 22enne accusato del tentato omicidio di un uomo di 55 anni all’esterno di un bar in via Capecelatro a Milano. Nei confronti del giovane l’accusa è di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi futili.

Dagli accertamenti risulta che in passato sarebbe stato arrestato a Londra e avrebbe trascorso un periodo di detenzione nel Regno Unito, anche se restano ancora da chiarire natura del reato e durata della pena.

Come riportato da Tgcom24, dopo un periodo di vita trascorso tra Italia e Regno Unito, il ragazzo sarebbe rientrato a Conegliano Veneto, dove ha vissuto con i genitori e svolto per alcuni mesi l’attività di magazziniere.

In seguito, dopo un litigio con il padre, si sarebbe spostato a Milano il 23 giugno, iniziando a soggiornare in diversi hotel pagando regolarmente i pernottamenti e senza creare problemi. Le tracce si interrompono intorno al 30 giugno. I test tossicologici avrebbero escluso la presenza di alcol o sostanze stupefacenti al momento dei fatti. Secondo la ricostruzione, davanti al gip ha scelto di non rispondere, mentre il suo difensore ha riferito che il giovane “non si ricorda nulla dell’accaduto” e ha aggiunto: “Non ha avuto parole nemmeno per difendere se stesso”.

Accoltellato a Milano: le parole dell’aggressore davanti al gip e la scoperta sul suo passato

L’episodio risale alla mattina di sabato, poco prima delle 7:30. Secondo gli inquirenti, Gerardo P. sarebbe stato colpito alle spalle con circa venti coltellate mentre si trovava davanti al bar “La Giada”. L’aggressore avrebbe utilizzato un coltello a doppio filo lungo circa 21 centimetri e indossato un passamontagna. L’intervento del padre della vittima e di alcuni presenti ha interrotto l’azione violenta, consentendo poi l’arrivo della polizia, mentre l’intera scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza.

Durante l’arresto, secondo quanto riportato dagli agenti, il giovane avrebbe pronunciato la frase: “Mi sono divertito, quando esco lo rifaccio”. Davanti al giudice per le indagini preliminari si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Il pubblico ministero ha richiesto la custodia cautelare in carcere, in attesa della decisione del giudice.

Stando alle ultime indiscrezioni di Sky Tg24, il ferito è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Niguarda ed è stato sottoposto a due interventi chirurgici: successivamente la prognosi pare sia stata sciolta e non risulterebbe più in pericolo di vita. Anche il padre della vittima ha avuto un ruolo decisivo nel bloccare l’aggressione, mentre la madre ha raccontato lo shock per quanto accaduto.

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