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Ameba mangia cervello, due casi mortali in pochi giorni: l'allarme degli esperti

Ameba mangia cervello, due casi mortali in pochi giorni: l'allarme degli esperti

Due vittime in pochi giorni a causa dell’ameba mangia cervello: dopo una bambina di 8 anni, l’infezione ha provocato la morte di un adolescente.

Un adolescente della North Carolina è morto dopo aver contratto la Naegleria fowleri, la rarissima e pericolosa “ameba mangia-cervello”. Il ragazzo, inizialmente colpito da un forte mal di testa, ha visto le proprie condizioni peggiorare rapidamente fino al coma.

Come si contrae l’infezione e quali sono i sintomi dell’ameba mangia cervello

La Naegleria fowleri si sviluppa prevalentemente nelle acque dolci calde, tra cui laghi, fiumi, stagni e sorgenti termali, soprattutto durante i mesi caratterizzati da temperature elevate. Il contagio non avviene ingerendo acqua contaminata, ma quando questa entra nel naso, permettendo all’organismo di raggiungere il cervello e provocare la meningoencefalite amebica primaria (Pam), patologia estremamente rara ma quasi sempre letale.

Il rischio non riguarda invece l’acqua salata né le piscine correttamente trattate e disinfettate.

Come spiegato dal medico John Brownstein, i primi sintomi possono ricordare quelli di una meningite: “forti dolori alla testa, febbre e nausea subentrano rapidamente rigidità nucale, stato confusionale e convulsioni”. Possono inoltre manifestarsi vomito, alterazioni dello stato di coscienza e coma, con un’evoluzione che può essere particolarmente rapida.

Ameba mangia cervello, secondo caso in pochi giorni: è morto un adolescente

Un forte mal di testa, seguito da un peggioramento improvviso delle condizioni fino al coma. È morto lunedì 31 agosto Moises Ponce Mendoza, adolescente della North Carolina colpito da una rarissima infezione provocata dalla Naegleria fowleri, organismo unicellulare conosciuto come “ameba mangia-cervello”.

Il Dipartimento della Salute dello Stato aveva comunicato il caso il 27 agosto, riferendo del ricovero in condizioni critiche di un giovane residente nella zona centrale della North Carolina. Successivamente è stata la famiglia a rendere pubblica la sua identità, mentre le autorità sanitarie stanno ancora cercando di individuare il luogo esatto in cui sarebbe avvenuta l’esposizione. Secondo il racconto della madre, Monica Mendoza, i primi disturbi erano comparsi con un violento mal di testa: il 21 agosto il ragazzo era stato portato in un ospedale di Burlington e poi dimesso. Con l’aggravarsi dei sintomi, la mattina successiva era stato accompagnato d’urgenza all’University of North Carolina Hospital, dove i medici avevano individuato l’infezione. Ricoverato in coma e sottoposto alle cure, l’adolescente non è riuscito a sopravvivere.

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