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Dal momento in cui la Russia ha avviato la sua invasione su larga scala in Ucraina, avvenuta quasi quattro anni fa, il numero dei generali uccisi è sorprendente. Secondo un’inchiesta condotta da The Insider, almeno 19 generali russi sono stati dichiarati morti, un dato che include informazioni provenienti da fonti aperte e rapporti di origine russa e ucraina.
È importante notare che non tutte queste perdite sono state ufficialmente confermate dalle autorità russe, il che solleva interrogativi sulla veridicità dei dati forniti. Le vittime tra i generali comprendono nomi di spicco come Andrei Sukhovetsky, Oleg Mityaev, e Vladimir Frolov. Le perdite non si sono fermate qui, in anni successivi altri generali come Sergei Goryachev e Oleg Tsokov sono stati aggiunti a questa tragica lista.
Modalità e circostanze delle perdite
Le modalità di uccisione di questi ufficiali non seguono un unico schema; gli attacchi che li hanno colpiti si sono verificati sia vicino alle linee del fronte che in luoghi più distanti dai combattimenti. Le fonti riportano che alcuni generali sono stati uccisi in attacchi a posti di comando, incidenti aerei, esplosioni e operazioni di sabotaggio. Durante le fasi iniziali della guerra, diversi generali sono stati colpiti da cecchini o dal fuoco di artiglieria.
Generali in pensione e formazioni volontarie
Alcuni dei generali uccisi erano in pensione al momento della loro morte, mentre altri combattevano in formazioni volontarie, tra cui compagnie mercenarie e le unità Storm Z del Ministero della Difesa, composte da reclute carcerarie. Questa situazione mette in luce non solo la gravità delle perdite militari, ma anche la necessità della Russia di attingere a risorse non convenzionali per mantenere il suo sforzo bellico.
Il costo umano della guerra
Secondo un alto ufficiale della NATO, il numero totale di soldati russi uccisi o feriti potrebbe avvicinarsi a 1,15 milioni. Dati forniti da BBC Russian e dall’agenzia Mediazona indicano che le morti militari russe confermate, basate su dati di fonti aperte, hanno raggiunto un totale di 152.142 dall’inizio del conflitto. Le regioni con il numero più alto di perdite confermate includono Bashkortostan, Tatarstan e la regione di Sverdlovsk.
Un aspetto interessante di questi dati è che circa il 67% delle morti confermate proviene da aree rurali e città con meno di 100.000 abitanti. Ciò suggerisce che il peso della guerra ricade in modo sproporzionato su comunità più piccole, che spesso non ricevono la stessa attenzione mediatica delle grandi città. The Economist ha stimato che, entro l’autunno, la Russia potrebbe aver perso circa l’1% della sua popolazione maschile pre-bellica a causa del conflitto in Ucraina.
In conclusione, le perdite subite dalla Russia non riguardano solo i soldati sul campo di battaglia, ma includono anche figure di comando di alto livello, il che potrebbe avere ripercussioni significative sulla strategia militare e sulla conduzione della guerra. Il costo umano di questo conflitto è innegabile e continua a crescere, ponendo interrogativi sul futuro della Russia e sulla sua capacità di sostenere un conflitto prolungato.