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Negli ultimi dieci anni, le relazioni commerciali tra Italia e Venezuela hanno attraversato un periodo di profonda crisi, con un crollo significativo degli scambi. La situazione è emersa in modo allarmante nel 2012, quando è stata registrata una flessione di oltre l’80%. Nonostante questa contrazione, il legame fra i due paesi rimane cruciale e ben radicato.
Secondo i dati forniti dall’Ambasciata italiana a Caracas, la comunità italiana in Venezuela è numerosa, con circa 160.000 cittadini italiani registrati presso i consolati. Inoltre, oltre 1,5 milioni di venezuelani vantano origini italiane, principalmente dalle regioni del centro e sud Italia, come Campania, Sicilia, Abruzzo e Puglia. Questi numeri influenzano positivamente le relazioni commerciali bilaterali, poiché la presenza di una comunità italo-venezuelana aiuta a mantenere una buona immagine dell’Italia nel paese sudamericano.
Il panorama commerciale attuale
L’Italia si colloca come il quinto mercato di destinazione per le esportazioni venezuelane, con una quota di mercato del 4,1%. L’interscambio totale tra i due paesi è valutato attorno ai 278 milioni di euro, con una riduzione di oltre il 6% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni dall’Italia ammontano a 72,63 milioni di euro, principalmente costituite da prodotti petroliferi raffinati, macchinari e generi alimentari.
Dettagli sulle esportazioni italiane
Nel dettaglio, l’export italiano verso il Venezuela comprende circa 20 milioni di euro in prodotti petroliferi raffinati, che hanno subito una leggera flessione, e 44 milioni di euro in macchinari, con una crescita rispetto agli anni passati. Inoltre, circa 31 milioni di euro sono rappresentati da generi alimentari. D’altro canto, le importazioni dal Venezuela verso l’Italia valgono 205 milioni di euro e hanno visto un incremento del 10,6%, con una forte presenza di prodotti minerari e metallurgici.
La crisi industriale e il disimpegno delle aziende italiane
Il calo degli scambi fra Italia e Venezuela è sintomatico di una crisi industriale più ampia, che ha spinto molte aziende italiane a ridurre o cessare la propria attività nel paese. Per esempio, Alitalia ha interrotto i propri voli nel 2015, mentre aziende come Pirelli e Iveco hanno ceduto le loro attività nel 2018. Solo alcune imprese che avevano già contratti con il governo venezuelano sono riuscite a mantenere una presenza operativa, anche se limitata.
Un’importante realtà per le relazioni commerciali è la Camera di Commercio Venezuelano-Italiana (Cavenit), fondata nel 1954 a Caracas, che raccoglie circa 200 operatori economici locali in contatto con l’Italia. Attualmente, sul territorio venezuelano sono presenti 54 aziende italiane, attive principalmente nei settori delle costruzioni, dell’energia e dei trasporti, che impiegano circa 478 persone e generano un fatturato complessivo di 594 milioni di euro.
Settori di investimento italiani
Le aziende italiane più attive in Venezuela si concentrano sui settori petrolifero, delle costruzioni e agroalimentare. Tra queste, spiccano Eni, con importanti progetti nel settore Oil & Gas, e Saipem, Trevi, Nuovo Pignone e altre. Accanto a queste, esistono anche numerose aziende di proprietà di cittadini italiani o italo-venezuelani, alcune delle quali sono tra le più grandi del paese.
Conclusioni e prospettive future
Le relazioni commerciali tra Italia e Venezuela sono segnate da sfide significative, ma anche da opportunità di ripresa. Con una comunità italo-venezuelana forte e un patrimonio industriale che, sebbene ridotto, ha ancora un certo peso, ci sono possibilità di costruire un futuro commerciale più stabile. Lo sviluppo di strategie condivise e investimenti mirati potrebbe portare a un rilancio delle relazioni tra i due paesi, favorendo una maggiore integrazione economica.