Nuovo scontro tra Bruxelles e Meta. L’Antitrust Ue ha ordinato al gruppo di Mark Zuckerberg di riaprire gratuitamente WhatsApp agli assistenti di intelligenza artificiale concorrenti, ritenendo che le restrizioni introdotte possano danneggiare la concorrenza nel settore dell’IA.
Antitrust Ue, stretta su Meta: WhatsApp va riaperto agli assistenti IA rivali
Come riportato dall’Ansa, la Commissione europea ha imposto a Meta di ripristinare entro cinque giorni lavorativi l’accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti di intelligenza artificiale sviluppati da aziende concorrenti.
La misura resterà valida fino alla conclusione dell’indagine antitrust avviata a dicembre 2025, con Bruxelles che teme effetti negativi sulla concorrenza in uno dei mercati tecnologici in più rapida espansione. Secondo l’esecutivo comunitario, la società guidata da Mark Zuckerberg avrebbe sfruttato la propria posizione dominante nel settore delle applicazioni di messaggistica per limitare la presenza di servizi alternativi sulla piattaforma.
Al centro del procedimento c’è la gestione della WhatsApp Business API. L’Antitrust europeo sostiene che Meta abbia inizialmente escluso gli assistenti virtuali di terze parti attraverso una modifica delle condizioni introdotta il 15 ottobre 2025, lasciando operativo esclusivamente Meta AI. Successivamente, il 4 marzo 2026, i concorrenti sono stati riammessi, ma con l’introduzione di un costo che, secondo Bruxelles, avrebbe prodotto effetti sostanzialmente analoghi al precedente divieto.
Per questo motivo la Commissione ritiene che vi sia il rischio concreto di compromettere lo sviluppo del settore e la possibilità per nuovi operatori di competere con i grandi gruppi già affermati.
Antitrust Ue ordina a Meta di aprire Whatsapp a chatbot IA concorrenti: rischio sanzioni
Nella motivazione del provvedimento, la Commissione sottolinea che è necessario intervenire rapidamente per evitare conseguenze permanenti sul mercato. “È urgente prevenire il rischio di gravi danni alla struttura competitiva nel mercato in crescita degli assistenti virtuali basati sull’IA“, si legge nella nota ufficiale. Bruxelles evidenzia inoltre che “il cambiamento di politica di Meta rischia di danneggiare la concorrenza in un momento cruciale per lo sviluppo di tale mercato, in cui i piccoli operatori e i nuovi entranti possono sfidare i grandi attori già presenti sul mercato“. In via preliminare, l’esecutivo europeo ritiene che il gruppo statunitense detenga una posizione dominante nello Spazio economico europeo almeno dall’inizio del 2023 e che possa averne abusato limitando l’accesso ai propri servizi.
Qualora Meta non rispettasse l’ordine imposto dall’Unione europea, potrebbe andare incontro a sanzioni fino al 10% del fatturato globale dell’esercizio precedente. Bruxelles ha inoltre la facoltà di applicare penali giornaliere fino al 5% del fatturato medio giornaliero per garantire il rispetto delle misure provvisorie.
La replica dell’azienda non si è fatta attendere. Stando alle indiscrezioni di Tgcom24, attraverso un portavoce, Meta ha definito la decisione “un eccesso di regolamentazione” e ha annunciato battaglia legale: “La Commissione europea ha deciso che OpenAI e alcune delle più grandi aziende al mondo possono utilizzare gratuitamente WhatsApp Business, un servizio a pagamento. Si tratta di un eccesso di regolamentazione, il cui costo ricade sulle numerose aziende europee che lo pagano regolarmente. Faremo ricorso“.
