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La corsa lenta migliora umore e funzioni cognitive: lo studio giapponese

La corsa lenta migliora umore e funzioni cognitive: lo studio giapponese

Una ricerca condotta dall'università di Tsukuba dimostra che una corsa lentissima può avere effetti immediati positivi sul cervello, migliorando l'umore e le funzioni cognitive

L’esercizio fisico è da sempre considerato un alleato prezioso per la salute, con benefici che spaziano dal cuore alla glicemia. Ora, una ricerca giapponese pubblicata su Imaging Neuroscience aggiunge un nuovo tassello a questo quadro, dimostrando che bastano 10 minuti di corsa a passo lentissimo per ottenere effetti immediati positivi sull’attività cerebrale.

Il professor Hideaki Soya docente all’università di Tsukuba e coordinatore dello studio, ha sempre nutrito un particolare interesse per la corsa. La sua ricerca ha rivelato che non è necessario correre velocemente per ottenere benefici cognitivi. Anzi, una corsa ultralenta con un ritmo appena superiore a quello di una camminata, può essere sufficiente per migliorare l’umore e le funzioni cerebrali.

Lo studio che ha rivoluzionato le convinzioni sulla corsa

Il legame tra esercizio fisico e salute cognitiva è stato esplorato in numerosi studi, ma spesso l’attenzione si è concentrata sulla quantità di esercizio necessario e sui suoi effetti a lungo termine. La ricerca del professor Soya, invece, si è focalizzata su ciò che accade durante l’attività fisica e sulla soglia minima di esercizio richiesta.

Per lo studio, sono stati selezionati 11 uomini e 13 donne sani, che in laboratorio hanno compilato questionari sull’umore e si sono sottoposti a test cognitivi. Prima dei test, i volontari hanno indossato speciali cuffie con dispositivi che monitoravano l’attività cerebrale. Successivamente, si sono seduti su un tapis roulant per 10 minuti. In un altro giorno, hanno corso il più lentamente possibile per lo stesso intervallo di tempo.

La differenza biomeccanica tra camminata e corsa

Tecnicamente, la corsa si differenzia dalla camminata perché prevede un movimento in aria. Quando si cammina, uno dei piedi è sempre a contatto con il suolo. Nella corsa, invece, entrambi i piedi si staccano da terra a ogni passo. I soggetti monitorati hanno corso a ritmo lentissimo, percorrendo un miglio (1600 metri) in un tempo compreso tra 17 e 21 minuti.

Nonostante la velocità fosse paragonabile a quella di una camminata, i dati relativi ai movimenti del cranio hanno dimostrato che i volontari stavano effettivamente correndo. Il cranio si sollevava ad ogni passo, a differenza di quanto avviene quando si cammina.

I risultati sorprendenti della ricerca

Dopo ogni sessione sul tapis roulant, i volontari hanno ripetuto i test sull’umore e sulle funzioni cognitive, indossando nuovamente le cuffie per la scansione cerebrale. Gli scienziati non hanno riscontrato cambiamenti prodotti dalla posizione seduta sul tapis roulant. Tuttavia, quasi tutti i partecipanti hanno ottenuto risultati migliori nel test cognitivo e hanno riferito di sentirsi più allegri dopo la corsa a velocità ridotta.

In particolare, alcune aree della corteccia prefrontale – il settore del cervello coinvolto nel pensiero di alto livello e nel processo decisionale – risultavano molto più attive rispetto a prima. Un aspetto particolarmente sorprendente è stata la correlazione riscontrata tra l’entità dei movimenti verticali della testa durante la corsa e il miglioramento dell’umore.

“I nostri risultati offrono una buona notizia”, ha evidenziato il professor Soya. “Correre al ritmo più blando possibile, per soli 10 minuti, è sufficiente a migliorare l’umore e ad affinare le funzioni cognitive.”

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