Il Bangladesh si trova ad affrontare una delle sue peggiori crisi energetiche, con blackout frequenti e prezzi dell’energia alle stelle. Sei mesi dopo l’insediamento del primo ministro Tariq Rahman i giovani che hanno lottato per il cambiamento chiedono soluzioni concrete. La situazione è aggravata da una carenza di gas naturale liquefatto (LNG) e da condizioni meteorologiche avverse nella Baia del Bengala.
Esperti del settore energetico sottolineano che questa crisi avrebbe potuto essere evitata con un investimento più consistente nelle energie rinnovabili. Attualmente, la capacità di energia rinnovabile del Bangladesh rappresenta solo il 6% della produzione totale di energia elettrica.
La situazione attuale e le cause della crisi
L’accidente in un terminale LNG e le condizioni meteorologiche avverse hanno peggiorato una situazione già critica.
Il governo ha richiesto l’aiuto dell’India per far fronte alla carenza di energia. Il ministro di Stato per l’Energia, Anindya Islam Amit ha dichiarato che la mancanza di LNG ha interrotto la generazione di elettricità in tutto il paese.
Il Direttore del Centro per la Ricerca Energetica all’Università Internazionale Unita di DhakaShahriar Ahmed Chowdhury ha affermato che, sebbene il governo abbia preso misure per incentivare le energie rinnovabili, è necessario un investimento maggiore per aumentare la quota di energia rinnovabile nel mix energetico del paese.
Il ruolo delle rinnovabili nel futuro energetico del Bangladesh
Il Bangladesh ha fissato l’obiettivo di ottenere il 25% della sua energia da fonti rinnovabili entro il 2035, come parte del suo NDC 3.0 il piano nazionale per ridurre le emissioni di gas serra. Tuttavia, rispetto ai suoi vicini, come l’India il Pakistan e lo Sri Lanka il Bangladesh è in ritardo nella transizione verso le energie pulite.
Il climate activist Sharif Jamil ha sottolineato che il Bangladesh potrebbe soddisfare una parte significativa della sua domanda energetica attraverso le rinnovabili, sfruttando la sua abbondante luce solare. Tuttavia, la dipendenza da combustibili fossili importati ha reso il paese vulnerabile alle fluttuazioni del mercato globale.
Le soluzioni proposte e le sfide future
Il primo ministro Tariq Rahman ha annunciato che il governo presenterà un piano decennale per affrontare la crisi energetica prima del parlamento il 27 agosto. Tra le soluzioni proposte, c’è l’installazione di circa 10.000 megawatt di energia rinnovabile entro il 2030. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, saranno necessari sostegni come l’esenzione dai dazi doganali e altre facilitazioni.
Il governo ha già preso alcune misure, come l’esenzione dall’imposta sul reddito per i progetti di energia rinnovabile e la riduzione dei dazi su attrezzature e sistemi di stoccaggio energetico. Tuttavia, gli esperti ritengono che sia necessario fare di più per accelerare la transizione verso le energie pulite.
La crisi energetica del Bangladesh è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui transizioni politiche e una mancanza di investimenti sostenuti nel settore energetico. Tuttavia, con il giusto supporto e investimenti, il paese potrebbe ancora raggiungere i suoi obiettivi di energia rinnovabile e garantire un futuro energetico più sicuro e sostenibile.
