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Ari e i suoi compagni a quattro zampe

Quando il rapporto con gli animali diventa un percorso condiviso

Icone di fiducia, cura e reciprocità.

Molti ricorderanno Nebbia, l’enorme e docile San Bernardo della celebre serie animata giapponese “Heidi” del 1974. Simbolo di fedeltà, dolcezza e protezione, Nebbia (chiamato Josef nella versione tedesca e nel romanzo di Johanna Spyri) è l’inseparabile compagno di Heidi. La sua introduzione nella storia mirava a conferire maggiore realismo all’ambiente montano e a offrire a Heidi una figura di affetto e sicurezza.

Inizialmente pigro e riservato, Nebbia si rivela col tempo un compagno attento, premuroso e persino eroico, fungendo da “guardiano silenzioso” durante le escursioni con Heidi e Peter e intervenendo in situazioni di pericolo.

Come Heidi, anche Ari – la moderna Hedi che incontriamo oggi – cammina e corre sui pendii valdostani in compagnia dei suoi amici a quattro zampe. Residente a Fénis, in una casa immersa nel bosco, Ari ha coltivato la sua passione per i cani fin dall’età di 14 anni, quando ha iniziato come volontaria presso il canile di Aosta. La sua attività professionale è iniziata nel settembre 2022, in collaborazione con l’associazione “OHMY Dog!”. Dopo aver completato il liceo delle scienze umane, utile per l’interazione con i clienti, e aver messo in pausa gli studi universitari in Scienze Naturali, Ari è determinata a riprendere l’università per diventare etologa. Per la sua professione attuale, ha seguito un corso biennale e mezzo per educatore cinofilo a Milano, acquisendo ulteriore esperienza pratica e partecipando a seminari. Anche se – a dire la verità – il suo vero maestro è stato Bertrand, il primo cane con cui ha lavorato in canile. Il lavoro di Ari consiste principalmente in passeggiate giornaliere della durata di circa tre ore. Queste escursioni si tengono in montagna, in località come Gignod e Saint Barthélemy, dove i cani possono essere lasciati liberi di interagire e di esprimersi senza vincoli. L’obiettivo primario è restituire ai cani libertà mentale e fisica. Oltre alle passeggiate, Ari offre anche consulenze comportamentali.

Ari sottolinea che l’approccio dell’educatore cinofilo non prevede pacchetti di lezioni standard, ma si basa sul rispetto del singolo cane come individuo, adattando le strategie in base alle sue reazioni. Il suo lavoro si concentra sul fornire ai cani gli strumenti per affrontare il mondo. Ari trova nei cani una via per esprimersi autenticamente. Sottolinea infatti che i cani, non essendo giudicanti e accogliendo le emozioni, le permettono di manifestare liberamente gioia o rabbia. Descrive il legame con i cani come una comunicazione essenziale, basata su una postura o uno sguardo, in netto contrasto con le interazioni umane che spesso richiedono di “spiegarsi troppo”.

Un aspetto gratificante del suo lavoro è assistere i proprietari nel riconoscere il potenziale positivo dei loro cani, superando la tendenza a focalizzarsi unicamente sui problemi. Questo approccio è visto da Ari come un modello da adottare anche nelle relazioni umane: concentrarsi sulle potenzialità e sulle capacità delle persone, piuttosto che sui loro limiti o problemi.

 

L’incontro con Ari e dei suoi cani offre una profonda riflessione in cui il cane assurge a simbolo di valori comunitari fondamentali come la lealtà, la reciprocità e la felicità. Esso rappresenta un modello in cui socialità, fiducia e bene comune sono al centro dell’attenzione. La relazione uomo-cane è un esempio virtuoso di scambio basato sulla fiducia (affetto in cambio di cura). Questa interazione genera gioia e benessere, contribuendo alla felicità individuale e collettiva attraverso quel “bene relazionale” che essa produce. In quanto animale sociale, il cane partecipa attivamente alla vita della comunità, rafforzando i legami sociali e ponendo l’accento sull’importanza delle relazioni e di una convivenza armoniosa.

E chiunque condivida la propria vita e il proprio cammino con un amico a quattro zampe  non può che confermare e fare proprie queste considerazioni.