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Assica, nel 2025 +5,3% export salumi italiani

Assica, nel 2025 +5,3% export salumi italiani

(Adnkronos) - Il 2025 si chiude con un nuovo risultato positivo per l'export dei salumi italiani, che supera per la prima volta la soglia dei 2,5 miliardi di euro e raggiunge 231.645 tonnellate esportate, registrando una crescita del 5,3% sia in volume sia in valore rispetto all'anno precedente. Qu...

(Adnkronos) – Il 2025 si chiude con un nuovo risultato positivo per l’export dei salumi italiani, che supera per la prima volta la soglia dei 2,5 miliardi di euro e raggiunge 231.645 tonnellate esportate, registrando una crescita del 5,3% sia in volume sia in valore rispetto all’anno precedente. Questi i dati emersi durante l’Assemblea annuale di Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria), che si è tenuta oggi a Roma nell’ambito del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose european quality”.

Un risultato che conferma il ruolo strategico dei mercati internazionali per il comparto e che contribuisce a portare il saldo commerciale del settore a oltre 2,18 miliardi di euro (+5,5%). A trainare la crescita sono stati soprattutto i mercati dell’Unione Europea, che hanno assorbito 163.810 tonnellate di salumi italiani per un valore di 1,695 miliardi di euro, con incrementi rispettivamente del 6,4% e del 6,6% rispetto al 2024. 

Più contenuta, invece, la crescita nei Paesi Terzi, dove le esportazioni hanno raggiunto 67.835 tonnellate per un valore di circa 811 milioni di euro, in aumento rispettivamente del 2,9% e del 2,6%.

Tra i principali mercati europei si segnalano le performance particolarmente positive di Spagna 11.304 ton (+30,7%) per un valore di 71,8 milioni di euro (+18,1%), e Regno Unito, +7,6% in quantità e +6,6% in valore, con invii per 18.919 ton e 240,6 milioni di euro, mentre Francia e Germania si confermano i primi due mercati di destinazione in termini assoluti, con un valore complessivo di circa 867 milioni di euro. 

Sul fronte extra europeo restano positivi i risultati ottenuti in Canada, mentre gli Stati Uniti, primo mercato extra UE per i salumi italiani, hanno registrato una flessione sia in volume (-3,8%) sia in valore (-5,8%), risentendo dell’incertezza del quadro commerciale internazionale e delle difficoltà legate all’accesso ai mercati.

Dal punto di vista dei prodotti, i prosciutti crudi stagionati si confermano la principale voce dell’export italiano con oltre 1,035 miliardi di euro di fatturato e 72.720 tonnellate esportate.  

 

Particolarmente dinamica la crescita di alcune categorie ad alto valore aggiunto. La pancetta stagionata registra l’incremento più significativo, con un aumento del 20,3% in volume e del 16,6% in valore, raggiungendo 82,9 milioni di euro. Ottime performance anche per la bresaola, che con 4.293 ton e 103,2 milioni di euro hanno registrato nel 2025 un +4,4% in quantità e un +13,8% in valore. Da segnalare anche il prosciutto cotto, che aumenta del 9,2% in volume e del 5,3% in valore raggiungendo 230,5 milioni di euro. Continuano a crescere infine salami e mortadelle, che confermano il progressivo ampliamento dell’apprezzamento internazionale verso l’intera gamma delle produzioni della salumeria italiana. Risultati positivi, quindi, anche se nel quarto trimestre le esportazioni complessive hanno confermato la tendenza di crescita, pur mostrando una moderazione rispetto ai trimestri precedenti. Questo rallentamento ha destato preoccupazione, specialmente analizzando gli scambi con i Paesi terzi. 

“I dati dell’export 2025 confermano la solidità e la capacità competitiva del nostro settore. Superare la soglia dei 2,5 miliardi di euro di esportazioni rappresenta un risultato importante che testimonia il grande valore riconosciuto ai salumi italiani dai consumatori dei mercati internazionali. Allo stesso tempo, i risultati dell’ultima parte dell’anno suggeriscono prudenza. Lo scenario internazionale sta diventando sempre più complesso e le tensioni geopolitiche, commerciali e sanitarie richiedono grande attenzione da parte delle nostre imprese”. Preoccupazione dovuta anche al costante pericolo rappresentato dalla diffusione della Peste Suina Africana (PSA), che limita totalmente o parzialmente l’accesso a numerosi mercati ad alto potenziale commerciale. “La PSA continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle nostre esportazioni”, prosegue Beretta. “E’ necessario proseguire con determinazione nelle attività di contenimento e controllo della malattia ed anche intensificare il lavoro diplomatico e sanitario per superare le barriere che oggi penalizzano l’accesso dei nostri prodotti in numerosi mercati internazionali”. 

La competitività internazionale della salumeria italiana dipenderà sempre più dalla capacità di garantire stabilità alle imprese, favorire l’accesso ai mercati e ridurre i fattori di svantaggio che penalizzano il sistema produttivo nazionale. “Ci auguriamo una rapida normalizzazione degli scenari internazionali e un forte impegno delle Istituzioni a sostegno della competitività del Sistema Paese”, conclude Beretta. “Le nostre imprese hanno dimostrato di saper competere sui mercati mondiali grazie alle competenze, alla grande qualità, alla sicurezza e all’unicità delle nostre produzioni italiane. Per continuare a investire, innovare e crescere hanno però bisogno di condizioni che consentano di competere ad armi pari con i principali concorrenti internazionali”. 

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