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Attacco degli USA in Venezuela: il sostegno della Russia a Maduro e alla sua famiglia

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La Russia richiede il rilascio immediato di Nicolás Maduro e di sua moglie, in seguito all'intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela.

Le recenti tensioni in Venezuela hanno raggiunto un nuovo culmine con l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardante un’operazione militare. Questa manovra ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e della sua consorte, Cilia Flores. L’azione ha suscitato un’ondata di reazioni a livello internazionale, in particolare da parte della Russia, che ha immediatamente espresso il proprio dissenso.

La reazione della Russia all’operazione statunitense

Il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui richiede il rilascio di Maduro e della moglie. Nella comunicazione, viene evidenziato che la loro cattura rappresenta una «inaccettabile violazione della sovranità» di una nazione indipendente. Il ministero ha esortato gli Stati Uniti a riconsiderare le loro posizioni e a cercare una risoluzione diplomatica a questa grave crisi. Questo appello è stato accompagnato da un messaggio di solidarietà del Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, alla vice presidente venezuelana Delcy Rodriguez Gomez, che avrebbe comunicato con lui tramite telefono.

La posizione della Russia e il sostegno a Maduro

La Russia ha confermato il proprio impegno a sostenere il governo bolivariano del Venezuela, sottolineando l’importanza di tutelare gli interessi nazionali e la sovranità del paese. Il ministero ha dichiarato che non sono stati registrati cittadini russi feriti a seguito degli attacchi, fornendo così rassicurazioni alle famiglie e ai cittadini presenti nella nazione sudamericana.

Le dichiarazioni di Trump e l’impatto militare

Durante una conferenza stampa, Trump ha definito l’operazione come un successo brillante, elogiando le forze armate americane per la loro pianificazione e esecuzione. Ha aggiunto che Maduro e sua moglie sono stati trasferiti a New York per affrontare accuse penali legate al traffico di droga. La cattura di Maduro è stata preceduta da un incremento della presenza militare americana nella regione caraibica, con migliaia di soldati e navi da guerra dispiegate.

Le reazioni del governo venezuelano

Il Ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha descritto l’attacco come la più grande offesa subita dalla nazione. Ha dichiarato che il Venezuela resisterà all’invasione straniera, sottolineando la determinazione del governo. Inoltre, ha confermato che le autorità locali stanno cercando di valutare l’impatto umano degli attacchi, monitorando le vittime tra la popolazione civile.

Il futuro politico del Venezuela e le conseguenze internazionali

Le manovre degli Stati Uniti in Venezuela vanno oltre una mera operazione militare, rappresentando un tentativo di cambiamento di regime. L’ex presidente Trump ha esplicitamente manifestato il suo interesse per un cambio di governo, accusando il presidente Maduro di essere un narco-terrorista e di aver sottratto i giacimenti petroliferi statunitensi. Questo scenario ha sollevato preoccupazioni tra i paesi alleati di Washington e ha suscitato la condanna di nazioni come Russia e Cina, che hanno espresso la loro opposizione a qualsiasi forma di aggressione contro il Venezuela.

La situazione attuale solleva interrogativi sul futuro politico ed economico del Venezuela. Gli Stati Uniti hanno pianificato di coinvolgere le aziende petrolifere americane nel settore energetico venezuelano. La continuazione dell’embargo contro il petrolio venezuelano rappresenta una strategia chiave nella politica estera dell’amministrazione Trump.

L’operazione militare statunitense in Venezuela costituisce un evento significativo nella storia recente della regione. Le sue potenziali ripercussioni potrebbero influenzare a lungo termine la sovranità del paese e l’equilibrio geopolitico dell’America Latina.