Gli attacchi hacker sono ormai all’ordine del giorno ed avvengono in ogni angolo del pianeta e rappresentano per chi li commette un ottimo metodo per ottenere denaro mostrando la propria abilità nel violare sistemi che si pensa possano essere difficilmente arginabili, soprattutto grazie ai moderni sistemi di sicurezza e protezione utilizzati ma evidentemente non è così.
I precedenti preoccupanti per il Regno Unito
Il Regno Unito non è la prima volta che viene colpito da attacchi hacker infatti nel mirino dei criminali sono finite sia le strutture pubbliche, ultimo in ordine di tempo l’attacco alla British Library, che quelle private.
Tra quelle private vale la pena ricordare l’attacco a Jaguar, Marks & Spencer, Co-op e Harrods.
Prese di mira grandi aziende di commercio che possono generare ricavi altissimi, non rappresentando un problema in caso decidano di pagare un riscatto.
Il riscatto, l’arma dei criminali per far riavere i dati sottratti, strategia che non passa mai di moda ma che ormai sembra aver perso tutta la sua proverbiale efficacia.
Attacco a tre aeroporti britannici, sottratti milioni di dati
L’ultimo attacco proveniente dal Regno Unito è stato perpetrato ai danni di una compagnia che si occupa di gestire tre scali sul territorio – East Midlands, Manchester e Londra Stansted.
Il MAG (Manchsester Airports Group) questa la società vittima del furto aveva fatto sapere, come riporta SkyTG24, che non vi sono stati danni ai dati bancari dei clienti e alle procedure interne agli scali. Tuttavia la mole di dati dei clienti arriva a 8,7 milioni di file.
L’evento si è verificato la scorsa settimana ma è stato reso noto solo nella giornata di ieri. Come riporta TGCom24, il gruppo aeroportuale si è rifiutato di pagare il riscatto proposto dai malviventi.
I dati quindi sono ancora in mano ai cyber-criminali che sicuramente vedranno di effettuare un’altra proposta al fine di far cedere il gruppo vittima di questo grave attacco informatico.
