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Attentato a Ranucci, la decisione del gip: respinti i domiciliari per due arrestati

Attentato a Ranucci, la decisione del gip: respinti i domiciliari per due arrestati

Attentato a Ranucci, D’Avino e Passariello restano in carcere: il gip respinge la richiesta dei domiciliari. Ecco i dettagli della decisione.

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Il gip di Roma ha respinto la richiesta dei domiciliari per Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, ritenuti tra gli esecutori materiali dell’azione.

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Sullo sfondo dell’inchiesta resta inoltre lo scontro sul futuro di Report, dopo la scelta della Rai di sostituire Ranucci alla conduzione con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.

I giornalisti interni della trasmissione hanno proclamato lo “stato di agitazione“, appoggiando gli inviati pronti ad abbandonare il programma in assenza di un ripensamento dell’azienda e senza escludere lo sciopero. Ranucci ha replicato sui social: “Non permetteremo la distruzione di Report“.

Nei giorni precedenti la Rai gli aveva prospettato tre possibilità di ricollocazione professionale, definite “coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata”.

La vicenda ha infine alimentato lo scontro politico: la maggioranza ha giudicato “giusta” la sostituzione, mentre dalle opposizioni sono arrivate dure critiche. La segretaria del Pd Elly Schlein ha commentato: “La destra ha ottenuto il suo obiettivo“.

Attentato a Ranucci, niente domiciliari per due arrestati: la decisione del gip

Secondo l’ipotesi della Procura, Lavitola avrebbe chiesto a Clesio Tavares Gomes, 47enne di origini camerunensi e dipendente del suo ristorante, di individuare persone capaci di procurarsi esplosivi e farli detonare nei pressi dell’abitazione di Ranucci.

Gomes sarebbe poi partito per il Camerun e risulta latitante all’estero, destinatario di un mandato d’arresto. Per gli investigatori, l’obiettivo dell’operazione sarebbe stato quello di “accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti in ambito politico“.

Durante l’interrogatorio di garanzia del 12 agosto, l’ex editore ha ammesso di essere il mandante, fornendo però una spiegazione particolare delle proprie intenzioni. Il suo avvocato Sergio Cola ha riferito che “dice di averlo fatto per tutelare la incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta“.

Come riportato dall’Ansa, Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello restano in carcere. Il gip di Roma ha infatti respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dai legali Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri per i due uomini, ritenuti tra gli esecutori materiali dell’attentato contro Sigfrido Ranucci del 15 ottobre 2025. Anche la Procura di Roma aveva espresso parere contrario all’attenuazione della misura cautelare.

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