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Benzina e gasolio, nuovi aumenti dopo lo stop alle accise: il conto pesa sui cittadini

Benzina e gasolio, nuovi aumenti dopo lo stop alle accise: il conto pesa sui cittadini

Nuovi aumenti per benzina e diesel: la fine del taglio delle accise fa sentire i suoi effetti, con consumatori e associazioni che invocano interventi.

Carburanti sempre più costosi: la corsa dei prezzi non si arresta e mette sotto pressione automobilisti e famiglie. Benzina e gasolio raggiungono nuovi livelli record, con la rete autostradale che supera la soglia dei 2 euro al litro e le associazioni dei consumatori che chiedono interventi urgenti per contenere gli aumenti.

Aumenti alla pompa per benzina e gasolio: lo stop ai tagli sulle accise grava sulle famiglie

A pesare sul caro carburanti non è soltanto l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio, ma anche la decisione di non prorogare il taglio delle accise. Secondo Federconsumatori, la scelta si è rivelata “prematura e poco lungimirante”, soprattutto alla luce delle nuove tensioni nello stretto di Hormuz che hanno contribuito a una ripresa dei prezzi del greggio.

L’associazione ha spiegato che il ritorno dei rincari ha trovato i cittadini privi di quelle riduzioni fiscali che avevano consentito di contenere, almeno in parte, l’impatto degli aumenti.

Federconsumatori ha inoltre sottolineato che gli attuali sovrapprezzi incidono pesantemente sui bilanci familiari: “questi sovrapprezzi continuano a pesare in maniera ingiustificata e inaccettabile sulle tasche dei cittadini”, con un aggravio stimato di 138,60 euro annui per famiglia legato direttamente ai rifornimenti.

A questa cifra si aggiungerebbero ulteriori 126,40 euro di costi indiretti, dovuti all’aumento delle spese di trasporto delle merci, considerando che in Italia oltre l’86% del trasporto dei beni di largo consumo avviene su strada. Complessivamente, l’impatto arriverebbe quindi a circa 265 euro l’anno per nucleo familiare, mentre il mantenimento del taglio delle accise avrebbe potuto ridurre l’esborso di circa 112,80 euro annui.

Anche il Codacons ha lanciato un allarme, definendo l’aumento dei prezzi “un’ondata di rialzi” che prosegue ormai da due settimane e che rischia di incidere pesantemente sugli spostamenti estivi. L’associazione ha chiesto un nuovo intervento sulle accise almeno fino alla fine di agosto, periodo caratterizzato dal maggior numero di viaggi verso le località turistiche.

Carburanti sempre più cari: benzina oltre i 2 euro in autostrada e gasolio in forte crescita

I prezzi dei carburanti continuano a salire e il costo dei rifornimenti raggiunge livelli sempre più elevati. Secondo i dati diffusi venerdì 17 luglio dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio nazionale in modalità self service si è attestato a 1,921 euro al litro per la benzina e 2,059 euro al litro per il gasolio, con un aumento rispetto ai giorni precedenti di circa un centesimo per la benzina e due centesimi per il diesel. La situazione appare ancora più pesante lungo la rete autostradale, dove il prezzo medio del self service ha superato la soglia dei 2 euro: 2,010 euro al litro per la benzina e 2,134 euro per il gasolio.

Negli ultimi giorni gli incrementi più evidenti hanno riguardato soprattutto il diesel. Il 16 luglio, ad esempio, il prezzo medio del gasolio ha raggiunto 2,040 euro al litro, con il valore più elevato registrato a Bolzano, pari a 2,076 euro, seguita da Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Anche la benzina ha mostrato valori elevati: nella stessa giornata il prezzo medio nazionale in modalità self è arrivato a 1,911 euro al litro, con quasi tutte le regioni sopra quota 1,9 euro. Ancora una volta Bolzano ha fatto registrare il dato più alto, con 1,950 euro al litro, seguita da Sicilia e Valle d’Aosta, entrambe a 1,933 euro. Le Marche e il Lazio sono state invece le uniche regioni rimaste sotto la soglia dei 1,9 euro. Sulla rete autostradale, il 16 luglio il prezzo medio self service era pari a 1,998 euro al litro per la benzina e 2,111 euro per il gasolio, valori già superiori rispetto al giorno precedente, quando si erano fermati rispettivamente a 1,986 e 2,086 euro al litro. L’aumento dei costi arriva dopo la fine del taglio delle accise sui carburanti.

I dati del Mimit, aggiornati quotidianamente dalle ore 8:30, vengono elaborati sulla base delle comunicazioni degli esercenti degli impianti di distribuzione situati fuori dalla rete autostradale, secondo quanto previsto dall’articolo 51, comma 1, della legge 23 luglio 2009 n. 99. Le medie pubblicate rappresentano la media aritmetica dei prezzi registrati su base regionale o provinciale nelle province autonome.

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