La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il nome di Alessandro Bastoni difensore dell’Inter nell’ambito di un’inchiesta che riguarda un presunto giro di escort organizzato dall’agenzia Ma.De. con sede a Cinisello Balsamo. L’avviso di garanzia, notificato il 30 giugno 2026, precede un interrogatorio che dovrà chiarire il ruolo del calciatore nei fatti contestati.
Il fascicolo è coordinato dall’aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro con il supporto investigativo della Guardia di Finanza. Nell’inchiesta risultano coinvolti anche i titolari dell’agenzia, attualmente sottoposti a misure cautelari, e una serie di elementi documentali e conversazioni sequestrate che hanno portato a verificare presunti contatti tra clienti e alcune ragazze impiegate nelle serate organizzate dall’agenzia.
La contestazione specifica e il periodo dei fatti
Secondo gli atti agli investigatori è emersa una comunicazione riferibile a un incontro avvenuto nel giugno del 2026 che coinvolgerebbe Bastoni e una giovane che, all’epoca dei fatti, avrebbe avuto 17 anni. L’ipotesi di reato formulata nei confronti del calciatore è quella di prostituzione minorile in quanto l’età della ragazza sarebbe inferiore alla maggiore età.
Il passaggio chiave su cui la Procura intende approfondire è la natura e l’effettiva consumazione del rapporto contestato.
Le dichiarazioni della presunta vittima e il materiale raccolto
La giovane in questione è stata già sentita come testimone: agli inquirenti avrebbe dichiarato che tra lei e Bastoni non si sarebbe verificato alcun rapporto sessuale, elemento che la procura dovrà confrontare con gli altri riscontri. Gli investigatori hanno ricostruito contatti e incarichi tramite conversazioni intercettate o sequestrate, dalle quali emergerebbe il coinvolgimento di uno dei collaboratori dell’agenzia nell’organizzazione dell’incontro.
Convocazioni e posizione di altri calciatori
Parallelamente alla notifica dell’avviso di garanzia a Bastoni, la Guardia di Finanza ha notificato inviti a rendere sommarie informazioni testimoniali a tre altri giocatori di Serie A: Daniel MaldiniRiccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. Questi tre atleti non risultano indagati ma sono chiamati a deporre come testimoni per contribuire a ricostruire la dinamica degli eventi e la rete dei contatti legati all’agenzia.
Il coinvolgimento di più calciatori e di personalità note evidenzia come, secondo gli inquirenti, l’attività dell’agenzia si rivolgeva a una clientela numerosa e facoltosa. Nei materiali dell’indagine viene citato un numero complessivo di circa 70 calciatori collegati, attraverso segnalazioni o partecipazioni a serate ed eventi, a quella che gli investigatori descrivono come una rete di organizzazione di incontri e hospitality.
La posizione dell’agenzia Ma.De. e le misure cautelari
L’agenzia Ma.De. con titolari attualmente agli arresti domiciliari, è al centro dell’indagine per presunto sfruttamento della prostituzione. Secondo il quadro accusatorio la struttura avrebbe promosso serate, party e servizi di hospitality per una clientela disposta a pagare per eventi di lusso, anche in località estere come Mykonos indicate come luoghi in cui garantire maggiore riservatezza.
Il Tribunale del Riesame ha confermato la misura cautelare per i due imprenditori che gestivano l’agenzia, respingendo la richiesta di annullamento avanzata dalla difesa. La difesa degli indagati sostiene che la Ma.De. fosse esclusivamente una realtà di eventi e hospitality e che eventuali rapporti tra clienti e ragazze fossero di natura privata e non organizzati dall’agenzia.
Dal punto di vista delle garanzie difensive, l’avvocato di Bastoni, Salvatore Scuto ha dichiarato che “Il mio assistito esclude di avere avuto un rapporto con una ragazza che sapeva essere minorenne“. In serata è stata riportata anche la frase attribuita al calciatore: “Mai avuto rapporti con una ragazza che sapevo non essere 18enne“, ribadendo quindi la volontà di chiarire la propria posizione nel corso dell’interrogatorio.
L’interrogatorio di Bastoni è atteso nei prossimi giorni e rappresenterà un passaggio cruciale per verificare le informazioni raccolte finora. La procura continuerà a confrontare le dichiarazioni, le conversazioni sequestrate e gli altri riscontri emersi durante le indagini per definire con precisione le responsabilità e l’eventuale configurazione di reati penali.
