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Funerale di Lorena Isceri: la comunità si stringe intorno alla famiglia

Funerale di Lorena Isceri: la comunità si stringe intorno alla famiglia

Squinzano si prepara a dire addio a Lorena Isceri, vittima di un femminicidio. Scopri i dettagli del funerale e le rivelazioni dell'autopsia.

La comunità di Squinzano è in lutto per la tragica scomparsa di Lorena Isceri, una donna di 45 anni vittima di un femminicidio. Il funerale si terrà domani alle 17 nella chiesa Maria Regina, con la partecipazione del gonfalone della città. Il sindaco Mario Pede ha proclamato il lutto cittadino, invitando gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche in segno di rispetto.

La facciata del Palazzo dell’Orologio in piazza Plebiscito sarà illuminata di rosso per tutto il mese di settembre, un gesto simbolico per esprimere vicinanza alla famiglia e ribadire il rifiuto della violenza contro le donne.

L’autopsia rivela dettagli agghiaccianti

L’autopsia eseguita presso l’Istituto di medicina legale di Firenze ha confermato che Lorena Isceri era ancora viva quando è stata precipitata dal viadotto dell’autostrada A1 all’altezza di Barberino di Mugello.

L’autore del gesto è stato l’ex fidanzato Federico Vella, che subito dopo si è tolto la vita lanciandosi nel vuoto.

I dettagli emersi dall’esame autoptico hanno rivelato un piano premeditato. Nel pomeriggio di giovedì 3 settembre, Vella ha atteso il rientro della donna nel garage di casa a Firenze. Lì l’ha immobilizzata, aggredita e bloccata all’interno del bagagliaio della propria auto.

Un errore dell’aggressore ha permesso alla vittima di reagire: nello stesso vano, infatti, l’uomo aveva lasciato uno zaino contenente un telefono cellulare.

Nonostante le ferite e l’isolamento, attorno alle 14 Lorena era riuscita a effettuare due disperate richieste d’aiuto, contattando il 112 e un amico fidato per gridare ‘aiuto, aiuto’. Interrotta la comunicazione, la centralina della Questura ha attivato il tracciamento GPS dello smartphone, individuando il veicolo in movimento lungo il tratto autostradale.

Il timing dell’orrore

Tutto ha inizio tra le 13 e le 13:30 di giovedì 3 settembre. Federico Vella va a casa di Lorena in via Panciatichi a Firenze Nova. L’aggredisce, la picchia, la lega e poi la rinchiude nel bagagliaio dell’auto di lei, un Suv, un’Audi Q3.

Tra le 13:30 e le 14:30 Federico Vella vaga in automobile con Lorena Isceri legata e chiusa nel bagagliaio dell’auto. Lei riesce a prendere il telefono e a chiamare il 112. Risponde la polizia, agli agenti la donna chiede aiuto, dice che è stata rapita, lei prova ad attivare la geolocalizzazione. Rimane al telefono con la polizia per circa 20 minuti. Nel frattempo invia anche alcuni messaggi. L’uomo imbocca l’autostrada A1, in direzione Bologna.

Alle 14:40 l’uomo arresta la corsa dell’auto, si ferma su un viadotto della Panoramica tra le Croci di Calenzano e Barberino di Mugello. Prende la donna dal bagagliaio e la lancia di sotto dal cavalcavia. La donna, dopo essere precipitata nel vuoto per diversi metri, muore sul colpo.

Poco dopo le 14:45 l’uomo pubblica una storia su Instagram. Un’immagine nera con la seguente scritta: ‘Il silenzio dopo un litigio non è punizione. Non è abbandono. Non è indifferenza. Ti voglio abbastanza bene da non parlarti quando potrei ferirti’. Sopra questa frase in stampatello l’uomo scrive: ‘Addio a tutti’.

Tra le 14:45 e le 15:15 la polizia che ha geolocalizzato il telefono della donna arriva al viadotto. Gli agenti vedono l’auto ferma. E Federico Vella si accorge dell’arrivo della volante. Gli agenti scendono dall’auto, l’uomo si lancia di sotto dal cavalcavia. Anche lui muore sul colpo.

La madre di Lorena: ‘Aveva paura di lui’

La madre di Lorena Isceri ha rivelato che la figlia aveva paura di Federico Vella, ma non lo aveva denunciato perché non voleva danneggiarlo. La relazione era nata quasi due anni fa, complice la frequentazione della stessa palestra a Firenze dove entrambi abitavano. Nell’ultimo anno, però, i rapporti erano diventati molto conflittuali: lui era sempre più ossessivo, non si controllava. Per questo, quasi un mese fa lei, esasperata, lo aveva lasciato.

Intanto con il passare delle ore si accredita l’ipotesi di un’aggressione premeditata. Nella vettura dell’uomo, posteggiata in via Panciatichi a pochi passi dall’abitazione della ex, sono state rinvenute alcune fascette elettriche che sarebbero state utilizzate per legare i polsi della vittima e dello scotch. Ieri pomeriggio, secondo quanto ricostruito, Vella si è intrufolato nel garage e dopo aver coperto con lo scotch le cellule fotoelettriche per evitare che le porte si chiudessero, ha atteso la donna. Poi l’ha aggredita, caricata nel bagagliaio della stessa auto di Lorena ed è partito.

Nel bagagliaio l’uomo ha riposto anche la borsa della ex che così è riuscita a prendere il cellulare e a contattare il 112 per chiedere aiuto: una telefonata durata una ventina di minuti con la centrale operativa del numero di emergenza. Proprio dalla registrazione della chiamata si sentirebbe, prima che la chiamata si interrompa, l’uomo che dice ‘Cosa stai facendo?’. Poi Vella, corpo palestrato, avrebbe afferrato la ex, dal fisico atletico ma minuto, per gettarla nel vuoto dal viadotto. Poco dopo è lui a buttarsi e in un video di una decina di minuti, girato con un telefonino da uno degli appartenenti alle forze di polizia arrivate sull’A1, c’è tutta la trattativa condotta per evitare che l’uomo si lanciasse.

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