Venerdì 23 ottobre, verso le 10:30, le strade dei comuni di Trappes e La Verrière, situati nel dipartimento delle Yvelines a sud di Parigi, sono state scosse da un improvviso attentato terroristico. Un uomo, rimasto sulla propria auto, ha sparato a caso utilizzando una mitragliatrice Sten, arma risalente alla Seconda guerra mondiale, provocando quello che le autorità hanno definito una tentata carneficina.
Il bilancio di quella mattina è stato drammatico: una persona di 26 anni, di origine africana, è deceduta sul colpo, mentre altre quattro persone sono rimaste ferite, tra cui una bambina di 12 anni. Tra i feriti maschi figurano un ventenne, un uomo di 29 anni e un altro di 47, quest’ultimo impiegato nelle pulizie.
Tutti sono stati soccorsi tempestivamente dai vigili del fuoco e dal personale sanitario, ma il trauma è rimasto profondo nella comunità.
Attacco armato a Trappes e La Verrière
L’uomo ha sparato prima nella zona di Trappes e successivamente, senza apparente obiettivo, ha proseguito l’azione a La Verrière, colpendo indiscriminatamente passanti e automobilisti. Secondo le testimonianze del sindaco di Trappes, Ali Rabeh, l’aggressore “voleva una strage” e ha colto l’occasione per colpire “a caso”.
Il veicolo con l’assalitore è stato fermato poco dopo a Coignières, dove la polizia è riuscita ad arrestare il sospetto, identificato come Kevin T.
Le vittime
La vittima morta era un giovane di 26 anni, la cui identità è stata confermata dalle forze dell’ordine. Tra i feriti, la più giovane è una bambina di 12 anni, gravemente colpita ma attualmente stabilizzata. Gli altri tre uomini hanno riportato ferite di varia entità e sono in cura negli ospedali locali. Le autorità hanno sottolineato che, se l’attentatore avesse continuato a sparare, il bilancio avrebbe potuto risultare molto più alto.
Reazione delle autorità e visita di Emmanuel Macron
Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, è giunto immediatamente sul luogo dell’attacco, definendo i fatti “molto gravi” e descrivendoli come un “crimine terroristico”. Ha annunciato l’avvio di un’inchiesta penale per “omicidio in relazione a un’impresa terroristica” e per la “detenzione di armi di categoria A”, in riferimento alla mitragliatrice usata. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha raggiunto Trappes in serata, esprimendo “profonda commozione” e la sua solidarietà a tutte le persone mobilitate.
Durante la visita, Macron ha incontrato il sindaco Ali Rabeh, i soccorritori, e alcuni abitanti di Trappes, ribadendo che la nazione è al fianco delle vittime e delle loro famiglie. Il presidente ha anche ringraziato le forze dell’ordine per la rapidità dell’arresto e la Procura Nazionale Antiterrorismo per la gestione dell’indagine.
Indagine antiterrorismo
La Procura Nazionale Antiterrorismo (PNAT) ha subito avviato un’inchiesta che prevede l’accusa di “omicidio in relazione a un’attività terroristica” con aggravante di motivazione razzista. L’inchiesta comprende anche l’aspetto della “detenzione di armi di categoria A” e la “associazione a delinquere di stampo terroristico” finalizzata alla preparazione di crimini contro le persone. Le autorità hanno inoltre sequestrato l’appartamento del sospetto, trovando bombole di gas nascoste, configurate come una “trappola”.
Il caso è stato classificato dalle autorità come un attentato terroristico razzista, sottolineando la gravità del movente e la volontà dell’aggressore di colpire indiscriminatamente. La scena rimane sotto costante sorveglianza, mentre le indagini proseguono per stabilire se vi siano ulteriori complici o una rete più ampia dietro l’attacco.
