Sabato sera la Procura di Milano, guidata dal pubblico ministero Francesca Crupi, ha disposto il fermo di Youssef Siher, ricercatore di 30 anni e giornalista freelance. L’uomo è stato trasferito al carcere di San Vittore dopo essere stato accusato di istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo. Le accuse scaturiscono dalle violenze avvenute nei weekend del 17 e 18 ottobre a Milano, eventi che avevano già spinto il governo a emanare l’ultimo decreto contro i cortei violenti.
Il provvedimento di fermo e le imputazioni
Il provvedimento sottoscritto dalla Procura descrive Siher come “un istigatore efficace”, capace di trasformare il caos delle proteste in una minaccia capillare per la popolazione. Secondo gli inquirenti, avrebbe sfruttato la confusione delle due giornate di ottobre per costituire un gruppo Telegram con più di 6 000 iscritti, destinato a dare ordine a una “sommossa” programmata per il 24 ottobre 2026.
Il medesimo canale avrebbe diffuso istruzioni su tecniche di guerriglia urbana, manuali di difesa e persino ricette per incrementare la violenza.
Numeri della rete digitale
Oltre ai 6 000 membri della chat, la pagina Instagram del Movimento 17 ottobre conta più di 48 000 follower e l’omonima community su Telegram riunisce circa 9 500 contatti.
Le autorità hanno sequestrato cellulari e computer di Siher, sperando di reperire prove sulle comunicazioni, i contatti e le modalità operative della presunta rete. Gli investigatori hanno infatti evidenziato la presenza di messaggi che incitavano giovani a “scendere in piazza” per creare disordini.
Indagine sulla moglie e le perquisizioni
La moglie di Siher, mediatore culturale di origini libanesi residente a Como, è stata anch’essa indagata per istigazione a delinquere. Gli investigatori hanno rintracciato il marito grazie al cellulare della donna, poiché il telefono di Siher era spento al momento del fermo. Le perquisizioni, condotte anche nella casa dei genitori a Mazzano (Brescia), hanno prodotto ulteriore materiale digitale che potrebbe confermare i legami tra i due amministratori della pagina Instagram e del canale Telegram.
Possibili ricadute con l’inchiesta Dda di Genova
Parallelamente, la Procura di Genova sta verificando se vi siano collegamenti tra Siher e il gruppo arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas, indagine avviata nel dicembre 2025. Anche se, al momento, il nome di Siher non appare nei fascicoli chiusi, le autorità non escludono una connessione tra le reti di sostegno finanziario e la piattaforma digitale del Movimento 17 ottobre.
Prossima udienza e impatto sulla sicurezza pubblica
Domani la PM Crupi presenterà al giudice per le indagini preliminari la richiesta di convalida del fermo. Il giudice dovrà valutare se sussistano gli elementi richiesti dall’articolo 270 bis del Codice penale, che punisce chi promuove, organizza o finanzia attività con finalità terroristiche. Nel frattempo, le forze di ordine hanno potenziato la presenza a Milano e a Genova, anticipando un possibile aumento della tensione sociale. I commercianti hanno chiuso le attività o eretto barriere di protezione, testimonianza dell’effetto intimidatorio prodotto dalle accuse contro Siher.
