Il ballottaggio brasiliano si è svolto in condizioni eccezionali: la chiusura dei seggi, prevista per le 21:00 (ora svizzera), è stata improvvisamente posticipata di due ore da un giudice della Corte Suprema. La mossa ha immediatamente sollevato dubbi sulla regolarità del voto prorogato e alimentato la discussione su un eventuale annullamento del risultato.
Il candidato di destra, Flavio Bolsonaro, ha commentato il risultato con amarezza, definendolo “impossibile da riconoscere” e chiedendo l’annullamento del voto. Per la prima volta nella storia del Brasile un giudice ha modificato le regole elettorali in piena giornata di scrutinio, scatenando una crisi istituzionale senza precedenti.
La decisione della Corte suprema di prolungare le urne
Il giudice Cristiano Zanin, appartenente alla Corte Suprema Federale, ha emesso, poco prima della chiusura prevista, un ordine che ha esteso l’orario di votazione di due ore in tutto il Paese. L’intervento è avvenuto in risposta alle proteste congiunte di Luiz Inácio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro, che avevano chiesto più tempo per permettere a elettori impediti da problemi di trasporto o da condizioni meteorologiche avverse di raggiungere le cabine elettorali.
Il provvedimento, però, è arrivato troppo tardi per numerosi seggi che avevano già iniziato la chiusura. In queste circostanze, le cabine non hanno potuto essere riaperte, creando una disparità di trattamento tra le diverse regioni. L’analisi di esperti legali indica che questa asimmetria potrebbe costituire una base valida per chiedere l’annullamento del secondo turno.
Le reazioni di Lula e Bolsonaro alla proroga
Lula ha denunciato che amministrazioni locali di São Paulo e Bahia avessero limitato la flotta dei trasporti pubblici, ostacolando il diritto di voto. Il presidente uscente ha chiesto ai giudici di mantenere aperti i seggi per due ore aggiuntive, citando la necessità di garantire l’accesso universale alle urne.
Allo stesso modo, Flavio Bolsonaro ha richiesto la proroga per le circoscrizioni colpite dal maltempo, soprattutto in Rio Grande do Sul e Minas Gerais. Dopo la chiusura dei seggi, Bolsonaro ha proclamato “c’è aria di cambiamento”, mentre Lula, dal seggio di São Paulo, ha sottolineato la voglia dei giovani, delle donne e dei più vulnerabili di “invocare la democrazia”.
Implicazioni legali e rischio di annullamento
Secondo il professore di diritto elettorale Fernando Neisser, la tardiva decisione di estendere il voto prorogato a un momento in cui molte sedi elettorali erano quasi chiuse “genera una disparità evidente tra i seggi”. Questa disparità è il punto focale delle possibili azioni legali volte a chiedere l’annullamento del turno.
Se la Corte superiora dovesse ritenere la proroga illegittima, il risultato finale — attualmente determinato da un margine di pochi punti percentuali, con Bolsonaro al 50,4% con il 21% dei voti scrutinati — potrebbe essere invalidato, aprendo la strada a un nuovo turno o a misure correttive ancora più drastiche.
Riflessi geopolitici della possibile vittoria
Una vittoria di Lula consoliderà una politica orientata al multilateralismo, alla spesa sociale e alla tutela ambientale, continuando la riduzione della deforestazione amazzonica avviata nei suoi precedenti mandati. Al contrario, un trionfo di Flavio Bolsonaro rappresenterebbe un viraggio verso il modello economico di libero mercato ispirato a Milei e a Trump, con potenziali ripercussioni sui rapporti tra i BRICS e l’Unione Europea, nonché sulla negoziazione dell’accordo Mercosur-UE.
Nel contesto globale, la scelta dei brasiliani sarà letta come un segnale di fiducia o di rifiuto dei movimenti progressisti, influenzando anche la strategia dei partiti di centro-sinistra nei prossimi midterm statunitensi.
