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Lega, 705 delegati a Milano: la lotta per la segreteria

Lega, 705 delegati a Milano: la lotta per la segreteria

Il congresso di Milano mette a confronto Salvini e Garavaglia, con il sostegno dei europarlamentari e la promessa di una Lega più sovrana.

Domani, domenica 25 ottobre, Milano diventa il palcoscenico del congresso straordinario della Lega. I 705 delegati – di cui 400 eletti e il resto titolari di cariche istituzionali – si riuniscono per decidere se confermare Matteo Salvini alla segreteria federale o aprire la strada a un nuovo leader. Durante la serata, Salvini ha dichiarato che, se rielettato, intende entrare in Consiglio dei ministri per difendere la posizione del partito: “non possiamo continuare a mandare soldi all’Ucraina”.

Le richieste di Salvini e la risposta dei delegati

Nel momento clou dell’incontro, il leader ha chiesto apertamente al pubblico dei delegati di alzare la mano chi ritiene che lui abbia già il mandato. La formula, più teatrale che procedurale, ha gettato le basi per una votazione che, sulla base dei risultati dello scorso anno, sembra un one-man show.

Tuttavia, la presenza di una forte opposizione interna ha trasformato l’evento in un vero dibattito.

Numeri, firme e pressione interna

Per candidarsi è stato necessario raccogliere almeno 80 firme di delegati. Il nome più sorprendente a superare questo ostacolo è Massimo Garavaglia, ex ministro del Turismo e attuale presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Tra i firmatari più influenti troviamo Attilio Fontana, governatore della Lombardia, e Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato della Lega lombarda. Entrambi rappresentano la “fronda nordista” più tradizionale, ma hanno scelto di sostenere Garavaglia, segnalando una spaccatura nella leadership.

Garavaglia: un’alternativa federalista e liberale

Garavaglia ha presentato una visione della Lega più federalista e pragmatica, lontana dalle etichette di estrema destra. Il suo programma punta a rilanciare la presenza del partito nei territori, valorizzare le PMI e le partite IVA, e mantenere una linea dura su immigrazione e sicurezza. “Vogliamo una Lega che sia liberale in ambito economico e più a sinistra della sinistra su temi sociali”, ha affermato, citando il ministro dell’Economia Giorgetti come modello di politica economica.

Obiettivi concreti di rinnovamento

Tra le proposte di Garavaglia spicca la volontà di far crescere l’elettorato “trasversale”, rompendo lo stereotipo di partito di estrema destra. La sua strategia prevede anche un forte legame con i territori produttivi, perché “la vera missione della Lega è tutelare chi fattura e garantisce posti di lavoro”. Il candidato ha inoltre sottolineato che, pur difendendo la sicurezza, intende dare voce alle esigenze delle regioni, rendendo la Lega una forza post-ideologica.

Il sostegno degli eurodeputati: un appoggio decisivo a Salvini

Parallelamente alla lotta interna, la delegazione degli eurodeputati leghisti ha pubblicato una nota di “pieno sostegno alla candidatura di Matteo Salvini a Segretario federale”. Il gruppo ha ribadito che la Lega è “argine a un’Europa centralista” che rischia di ridurre le regioni a semplici gestori, affermando la necessità di una voce italiana forte in un contesto internazionale “sempre più instabile”.

Alleanze europee e prospettive future

Gli europarlamentari hanno inoltre menzionato la collaborazione con il gruppo Patrioti per l’Europa, evidenziando che il partito è al centro delle battaglie contro politiche che, a loro avviso, penalizzano i settori produttivi italiani e aumentano i costi per famiglie e imprese. Il loro augurio è stato quello di un “dibattito aperto e costruttivo” che rafforzi la Lega nella sua funzione di “rilancio del Paese”.

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