Dopo quanto accaduto nel fine settimana scorso a Milano, con vetrine distrutte, negozi presi d’assalto e vergognose scritte sui muri, sono intervenuti in prima persona il vicepremier Matteo Salvini e la candidata sindaca della Lega nel capoluogo lombardo Silvia Sardone. Ecco che cosa hanno fatto i due politici.
Milano, blitz anti-maranza: il gesto in strada di Salvini e Sardone
Quanto accaduto nello scorso weekend a Milano è ancora sotto gli occhi di tutti. A decidere di intervenire di persona sono stati il vicepremier Matteo Salvini e la candidata per la Lega a sindaco di Milano Silvia Sardone, con una sorta di blitz anti-maranza.. I due leghisti sono stati infatti immortalati mentre cancellano scritte anti-agenti sui muri della città meneghina.
Queste le parole della Sardone in una nota : “I sinistri imbrattano, la Lega pulisce. Abbiamo deciso di venire a cancellare delle scritte ignobili contro le forze dell’ordine fuori da un istituto scolastico milanese. In un momento difficile per Milano crediamo sia importante anche un piccolo gesto di civiltà per non far passare un messaggio d’odio verso uomini e donne in divisa.
Un segnale di rispetto che si accompagna alle nuove norme volute dal governo, alle pene più severe contro i devastatori e ai soldati in arrivo in città”.
Scontri di Milano, Sardone: “Avrei fatto l’opposto di Sala”
Come visto Matteo Salvini e Silvia Saldone hanno cancellato le scritte contro le forze dell’ordine lasciate nel weekend scorso a Milano. Sugli scontri la candidata a sindaco per la Lega aveva detto: “Cosa avrei fatto? Tutto l’opposto” rispetto al sindaco Giuseppe Sala: “Non l’abbiamo visto andare dalle forze dell’ordine aggredite, non l’abbiamo visto andare dai commercianti, non l’abbiamo visto parlare con i cittadini, non l’abbiamo visto neanche in consiglio comunale.” Così invece Salvini a margine del vertice in prefettura: “Milano una città aperta, bella e che accoglie ma non ci sarà più nessun tipo di tolleranza per chi devasta, per chi saccheggia. Qua stiamo parlando di qualcuno che dice ‘siamo a disagio’ e poi ha telefonini da 1700 euro. Qua hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia quindi non c’entra nulla il disagio, c’entra un’età durante la quale tu dovresti essere a scuola o in oratorio“.
